Il nome di Christian De Sica è ormai quasi indissolubilmente legato a un certo tipo di commedia – quella del cinepanettone e affini – ma nel corso della sua lunga carriera l’attore ha dato più volte prova di poter adattarsi ad altri registri, sia comici che drammatici: Fraulein, la commedia che lo vede protagonista insieme a Lucia Mascino, potrebbe rappresentare un modo per fornire una nuova immagine di sé presso il grande pubblico.

Il film in uscita il 26 maggio è anche il debutto nel lungometraggio di finzione per Caterina Carone, regista 34enne con all’attivo alcuni documentari che hanno vinto premi importanti come il Solinas e sono stati nominati ai David di Donatello.

Al centro della storia di Fraulein, ambientato in un anonimo paesino di montagna, c’è il personaggio di Regina interpretato dalla Mascino, attrice che i più ricorderanno come volto della webserie Una mamma imperfetta.

Regina, 45 anni, senza marito né figli, è una donna dal carattere all’apparenza forte, un po’ acida e un po’ sarcastica, scontrosa e testarda, che fa di tutto per nascondere la sua femminilità. Proprietaria di un albergo ormai chiuso da anni nel quale vive con Marilyn, una gallina bianca, Regina trascorre le sue giornate prestando assistenza ad alcuni anziani del paese.

Un giorno tutto cambia quando le conseguenze di una terribile tempesta solare, in grado di provocare blackout e sbalzi di corrente, concorrono a farle arriva in casa un misterioso turista sui sessanta di nome Walter Bonelli: uomo smarrito e infantile, Walter piomba nella sua vita con la pretesa di soggiornare nell’albergo. Per i due sarà l’occasione per crescere insieme e finalmente maturare.

La cineasta, che è anche sceneggiatrice di Fraulein ha raccontato di non aver voluto dare una chiara collocazione spazio-temporale alla sua pellicola, scelta alla quale contribuisce anche la trovata della tempesta solare, descritta come “un evento naturale e concreto in grado di richiamare l’attenzione degli abitanti del posto su ‘ciò che sta attorno‘” ma anche “metafora di quelle tempeste emotive che, quando arrivano, ci permettono di tornare a percepire noi stessi e ciò che ci circonda.”