Arriva finalmente dopo una lunga attesa uno dei film più interessanti della nuova stagione, Frank.

Firmato dall’irlandese Lenny Abrahmson, uno dei nomi di punta del recente rinnovamento cinematografico dell’isola, il film è una commedia drammatica che si pone alcune domande che saranno ben note a tutti colori che hanno ambizioni artistiche: fino a dove si spinge l’integrità espressiva? Qual è il confine tra genio e follia? È il dato biografico a determinare il talento o è una dote innata assolutamente casuale?

Il personaggio eponimo interpretato da Michael Fassbender incarna in qualche modo questi interrogativi: frontman e ispiratore spirituale dell’eccentrica band musicale dei Soronprfbs, un nome impronunciabile sconosciuto persino ai musicisti stessi, Frank è al tempo stesso un fenomeno delle sette note di rara limpidezza e una persona profondamente disturbata. La sua testa è costantemente coperta da un’enorme maschera di cartapesta priva di espressione, evidente sintomo di una patologia che prevede cambiamenti d’umore improvvisi e incontrollabili.

Gli unici che sanno come gestirlo sono i membri del suo gruppo, in particolar modo la tastierista che ha le fattezze di Maggie Gyllenhall; l’equilibrio della band è sempre precario e incerto, ma i risultati musicali, per quanto avanguardisti, sperimentali e inusuali, sono di grande suggestione.

Tutto cambia quando all’improvviso le consolidate dinamiche interne vengono rotte dall’arrivo del protagonista del film, l’aspirante musicista Jon (Domnhall Gleeson), ingaggiato rocambolescamente per le sessioni di registrazione del nuovo album. Questi porterà un’apertura maggiore verso il mercato, l’interesse dei social media e sopratutto delle tensioni che rischieranno di compromettere l’armonia precaria della psiche di Frank.

Il film uscirà nelle sale italiane il 13 novembre.

Foto: ufficio stampa