Dopo essere stati più volte minacciati la giornalista Francesca Barra e l’attore Claudio Santamaria hanno deciso di denunciare alcuni loro social haters. I due fanno coppia da qualche mese e sono stati entrambi vittime di attacchi immotivati e illogici da parte di utenti del web, i leoni da tastiera come vengono chiamati da Selvaggia Lucarelli, che sono stati prontamente denunciati alla procura della Repubblica.  Ricapitoliamo la vicenda in un articolo un po’ lungo ma che vuole essere una forma di sostegno alla battaglia intrapresa da Francesca barra contro chi usa social e web in maniera malata.

Francesca Barra decide di rispondere agli haters denunciando le offese agli organi competenti e pubblicando nei suoi profili social tutti gli screeshot degli insulti ricevuti che hanno colpito lei ma soprattutto i suoi figli e scrivendo come didascalia alle foto: Non parlerò mai più di violenza sulle donne. Mai più fino a quando tizi come questi non saranno arrestati . Altrimenti le mie saranno solo parole.”

Una delle prime denunce formalizzate da Francesca Barra è contro un funzionario della Regione Basilicata che aveva minacciato e commentato in maniera volgare e offensiva la sua maternità e i suoi figli“Apprendo dal tg che la Regione Basilicata sta facendo delle verifiche dopo la mia denuncia. Ringrazio a nome mio e della mia famiglia. E soprattutto li ringrazio per i miei bambini. Loro non hanno colpe. E leggere illazioni e diffamazioni sulla mia maternità da parte di un funzionario della Regione è un atto gravissimo. E doloroso. Così come lo è- e lo sarà sempre – il silenzio/assenso. Ma Mai arrendersi. Libertà, giustizia e verità. Piccoli, grandi passi contro la violenza. Contro le falsità. L’invadenza, la bestialità di certe affermazioni. Che la mia battaglia sia anche la vostra. “

In un’altro post con lo screenshot dove la giornalista veniva minacciata di morte scrive: “Volete tutti conoscere il motivo di tanto odio? Non dovrebbe servire, perché non esiste una ragione valida. Ma vi consegno una storia così smettete di domandarvelo. Una donna si separa, ma ha tre figli. Vive una relazione alla luce del sole. Non si nasconde, non mente ai propri cari. Ma soprattutto con coerenza vive come le hanno insegnato fin da bambina: con onestà, coraggio, rispetto e inseguendo il diritto alla felicità. A nessuno – o quasi- interessa quanto sia stata dolorosa e sofferta una separazione. Di chi siano le colpe , se poi sia giusta una percentuale di responsabilità. Se sia stata lei tradita, se abbia lottato prima di arrendersi. O insomma, cosa sia successo fra le mura della sua casa. E sapete perché? Perché non dovrebbero essere fatti pubblici, anche se il personaggio in questione è pubblico. Non ha venduto la sua anima al diavolo, per esercitare la sua professione. Nessuno ha il diritto di spiare, di interpretare, di giudicare. Ma per troppi: la donna è puttana. L’uomo un conquistatore. Merita indulgenza. Una donna che é anche madre no. Che importa se ha cicatrici sul cuore? “Se ha un nuovo amore merita di essere arsa come le streghe nel medioevo.” Quindi oltre al chiacchiericcio nei salotti, arrivano minacce di morte per me e i miei figli sui social da parte di utenti che nascondono volto e vero nome e diffamazione da parte di un funzionario della regione Basilicata che coinvolge anche mia figlia gettando fango sulla mia famiglia. ( A me fa paura che una persona che riveste un ruolo pubblico possa diffamare con volgarità una persona, la sua famiglia, i suoi figli con un livore ingiustificato e dei danni dolorosi). Quando capirete che questa battaglia è anche la vostra battaglia ? Chi tace , chi non si indigna, fa passi indietro. Ecco perché da donna, madre, giornalista, io smetterò di parlare di casi di violenza contro le donne. Perché non cambia, se non inizia a cambiare nelle vostre bacheche, nelle chat, nei nostri salotti. Poi in TV. Poi. Anche perché chi assicura che dalle parole non si passi ai fatti? Chi? E vi dirò di più. Voi che pensate che riguardi solo personaggi pubblici e mondo dello spettacolo sappiate che perfino nel mio paese non fanno che dire che quella “lavora solo perché sta con quello” o che mette le corna al marito mentre lui è in negozio. E’ da quando ero una bambina che mi sono ribellata alla voce del popolo che diventa voce di Dio. Ha rovinato troppe vite. Dite basta alla violenza verbale. Alla diffamazione. Alla violenza, partendo da qui. Questa è violenza.”

Francesca Barra e Claudio Santamaria denunciano gli haters VIDEO

Claudio Santamaria ha annunciato la sua risposta agli haters attraverso due video pubblicati su Instagram dove racconta i precedenti. Nella didascalia dei video scrive: “Minacce di morte, insulti, diffamazioni, a @francescabarra1 , a me, e ai suoi figli. Inaccettabile. Che la legge intervenga, a partire da Domenico Mimmo Leccese, funzionario della Regione Basilicata; che l’abbia fatto in orario d’ufficio o no, deve essere interdetto dai pubblici uffici, ci deve esssere un codice deontologico per un funzionario pubblico che commette reato di diffamazione. E per la schiera di malati di mente che augurano la morte a dei bambini, esclusione totale da qualsiasi social network.”

Il video di Claudio Santamaria è stato condiviso anche da Francesca Barra che ha scritto: “Il video di Claudio dopo le minacce di morte, di stupro e le diffamazioni ricevute (coinvolgendo in entrambi i casi i miei figli). #stopviolence senza facili slogan ma soprattutto invochiamo l’interdizione dai social a chi commette questi reati. E solleviamoli dai ruoli pubblici. Chi tocca, coinvolge i bambini non può essere impunito. E non mi fermerò. Perché siamo sconvolti. La mia battaglia potrebbe diventare la vostra. Denunciate. Non vi arrendete.”

Francesca Barra ha intrapreso una battaglia difficile ma assolutamente giusta e ha bisogno di tutto il sostegno possibile.