Quando Quentin Tarantino l’anno scorso presentò la sua lista dei film più apprezzati nel 2013, in molti in Italia vennero incuriositi da quel titolo, Frances Ha, che dopo qualche ricerca si sarebbe rivelato opera del regista indie Noah Baumbach.

Il film, di cui dissero un gran bene anche i critici di tutto il resto del mondo, venne presentato anche al Torino Film Festival del 2013, dove riscosse numerosi consensi. Trascorso quasi un anno da quell’occasione, ecco che la Whale Pictures finalmente porta in sala (a partire dal 4 settembre)  il piccolo fenomeno indipendente che ha lanciato definitivamente il talento della bella, talentuosa e affascinante Greta Gerwig, che già si era potuto apprezzare in numerose pellicole mumblecore.

Il film scritto in egual misura da regista e protagonista (che ai tempi erano impegnati sentimentalmente) riprende almeno come ispirazione la fotografia in bianco e nero di Manhattan di Woody Allen, ma invece di un’ode a una città, ci si trova dinanzi a una graziosa osservazione di una carattere particolare qual è quello di Frances.

Commedia con qualche sprazzo drammatico, sempre tenuta su un registro di levità miracolosa, racconta della vita confusa e un po’ folle della ventisettenne ballerina, costantemente in bolletta, che vive con la migliore amica fino a che questa, decisa a “maturare”, non si trasferisce dal fidanzato.

Inizia per Frances una peregrinazione che la porterà fino a Parigi per poi tornare a New York, più sicura delle proprie capacità, un po’ più saggia, un po’ più triste, ma in ogni caso folle come una volta.

Photo credit: Whale Pictures