C’è un momento della mia infanzia che spesso mi ritorna in mente. Sto giocando con delle compagne di scuola sul balcone e sento mio padre che parla con la mamma: “È ora che Franca incominci a recitare, ormai è grande”. Avevo tre anni” (Franca Rame).

La recitazione scorreva nel sangue di Franca Rame (foto by InfoPhoto), scomparsa quest’oggi a causa di una malattia che da tempo la affliggeva.

Nata nel 1929 a Parabiago, era figlia d’arte: suo padre Domenico Rame, infatti, era un burattinaio come suo nonno e l’intera sua generazione a partire dal 1600, aveva un fratello, Enrico, scomparso nel 1986, anche lui attore e drammaturgo. Debuttò nel mondo dello spettacolo appena nata: fu subito impiegata, infatti, per i ruoli da infante nelle commedie allestite dalla compagnia di giro familiare.

Nel 1950, assieme ad una delle sorelle, decise di prodursi nella rivista: nella stagione 1950-’51 viene, infatti, scritturata nella compagnia primaria di prosa di Tino Scotti per lo spettacolo “Ghe pensi mi” di Marcello Marchesi, in scena al Teatro Olimpia di Milano.
Il 24 giugno 1954 ha sposato l’attore Dario Fo a Milano nella basilica di Sant’Ambrogio, dalla loro unione il 31 marzo 1955 nasce a Roma il figlio Jacopo.

Nel 1958, insieme al marito, fonda la Compagnia Dario Fo-Franca Rame (Fo è il regista ed il drammaturgo del gruppo, Rame la prima attrice e l’amministratrice) che, negli anni seguenti, otterrà grandissimo successo commerciale nel circuito dei teatri cittadini istituzionali.

Nel 1968, sempre al fianco di Dario, abbraccia l’utopia sessantottina, esce dal circuito dell’ETI, fonda il collettivo Nuova Scena dal quale, dopo aver assunto la direzione di uno dei tre gruppi in cui era diviso per rispondere alla domanda del pubblico, si separa per divergenze politico-ideologiche assieme al marito: ciò porterà alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto La Comune (impegnato come Nuova Scena nei circoli Arci e nei luoghi fino ad allora non deputati per lo spettacolo dal vivo come le case del popolo, le fabbriche e le scuole occupate, ecc.), con cui interpreta spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. Si ricordano almeno Morte accidentale di un anarchico e Non si paga! Non si paga.

Sempre insieme al marito Dario Fo durante gli anni di piombo ha sostenuto l’organizzazione Soccorso Rosso Militante, una struttura organizzativa creatasi principalmente per fornire assistenza legale e monitoraggio delle condizioni carcerarie dei militanti della sinistra extraparlamentare nelle carceri italiane.

A partire dalla fine degli anni settanta la Rame partecipa al movimento femminista: inizia a interpretare testi di propria composizione come Tutta casa, letto e chiesa, Grasso è bello!, La madre. E’ in questo periodo che viene rapita da militanti fascisti che le infliggono violenza fisica e sessuale, ricordata a distanza di tempo nel lavoro Lo stupro, del 1981.

E’ nel 2006, invece, che entra in Senato con l’Italia dei Valori dove vi rimarrà per due anni, fino a quando deciderà di lasciare il suo posto per la mancata condivisione degli orientamenti governativi.

Nel 2009 ha scritto assieme al marito Dario Fo la sua autobiografia intitolata Una vita all’improvvisa mentre tra dicembre 2011 e marzo 2012 con il marito Dario Fo ha riportato in scena Mistero buffo in una serie di spettacoli nel nord Italia.

Il 19 aprile 2012 viene colpita da un ictus e ricoverata d’urgenza al policlinico di Milano, da quel momento avrà inizio la malattia che l’ha portata via questa mattina.

Vi proponiamo qui alcuni video per ricordare la sua bravura sul palcoscenico:

Il monologo di “Tutta casa letto e chiesa”:

Il duetto tra Franca Rame Dario Fo sulla condizione della donna:

Franca Rame in Adamo ed Eva estratto dallo spettacolo ” Sesso? Grazie. Tanto per gradire! “: