Cosa c’è di più quotidianamente intimo di una madre e un figlio che si becchettano con sarcasmo ripensando al passato, all’infanzia di lui o a qui fumosi perché che a volte, irrisolti aleggiano anche nelle migliori famiglie? Figlio e madre in questione sono Francesco Carrozzini regista, e Franca Sozzani, storica direttrice di Vogue Italia che dalla fine degli anni ’80 ha rivoluzionato la comunicazione intorno alla moda. Una carriera come un terremoto editoriale di una creatività sorprendente che le ha creato tanti nemici quanti amici, elevandola a una delle personalità della moda più determinanti degli ultimi anni. Con la Sozzani al comando della rivista la moda venne per la prima volta raccontata come puro sogno, non più come catalogo materico per acquisti di lusso. “Ho fatto esattamente l’opposto di quello che mi è stato detto di fare”. È una delle frasi che risuonano in questo documentario alla scoperta di una grande professionista, ma soprattutto di una donna fiera quanto libera e piena di idee nuove che ha lasciato dietro di sé un mondo cambiato, un po’ a sua immagine.

È quell’un po’ che rende grandi le persone nel loro campo. Così ripercorriamo insieme ai ricordi dei suoi fotografi i concept che dal glamour classico si sono infranti nel fascino di un fiume gelato in Russia, o nello scandalo delle modelle sporche di petrolio per un servizio che oltre a evidenziare i capi puntava il dito contro i produttori di idrocarburi, già messi sotto accusa per l’inquinamento. Sua l’idea di dedicare un intero numero di Vogue a modelle nere. Una rivoluzionaria del fashion Franca Sozzani, “angelo guerriero” l’ha definita Peter Lindbergh, fotografo ma soprattutto amico della direttrice editoriale. Nel documentario di Carrozzini ci sono diversi momenti di dialogo con sua madre. Si colgono tante sfumature di un lavoro complicatissimo ma sconosciuto ai più e la moda viene raccontata non come semplice compendio sul costume dell’epoca, ma come elemento senziente di un mondo in perenne cambiamento. La Sozzani si chiedeva spesso per quale motivo i giornali di moda non potessero parlare di attualità, inserendo nel suo i temi più scottanti, trattati con un’empatia che a rivederli oggi, sul grande schermo, danno la misura di un fenomeno che coniugò insieme fotografia commerciale con tratti estetici sublimi. Insomma, accorpò su quelle pagine informazione e arte. Si perché Carrozzini fa emergere tutta la potenza visiva ed emotiva di quelle immagini collezionate in quasi tre decenni di direzione di Vogue e la vivacità intellettuale di una donna sempre in bilico tra licenziamento e allori. Capita quando si lavora spingendosi oltre i limiti.

A parlare nel documentario Franca: chaos and creation sono Valentino, Karl Lagarfeld, Naomi Campbell, Baz Lurhman, il filosofo Bernard Henri-Levy, Courtey Love, Marina Abramovich e molti altri. Vengono tenuti da parte sia il capitolo doloroso della malattia, perché è un ritratto di vita, sia la vocazione umanista a sposare cause con l’adesione a fondazioni per la lotta all’AIDS, al cancro, e per il sostentamento educativo di bambini in Africa. Carrozzini non scivola nel quadretto patetico del figliolo che ci parla della mamma carismatica. Si rende tangibile, invece, una sobrità utilissima anche a ridecifrare quelle riviste che negli anni 90 spopolavano. Sua madre da qui emerge come donna dalla carriera di ferro, e come tale il regista la tratta.

Nel dicembre del 2016 ha perso la sua unica grande battaglia, Franca, quella contro il tumore, ma il doc che la racconta trabocca di autodeterminazione con un mirabilissimo esempio femminile che meriterebbe tanto menzione tra le giovani. “Non volevo rendela martire. Volevo rederla donna”. Ha affermato Carrozzini nel corso della presentazione in vista dell’uscita al cinema. Il regista italiano che lavora in America ha ricevuto il Premio Speciale dei Nastri d’Argento, con la motivazione letta da Laura Delli Colli, presidentessa del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici: “Un viaggio nella moda, nel glamour, nella società, ma è anche il risultato di percorso speciale. Interiore e insieme quotidiano, privato e a tratti assolutamente intimo nel quale la forza creativa di una donna unica si stempera nella confidenza madre-figlio con una sincerità assoluta e non facile”. Il film evento sarà in sala soltanto dal 25 al 27 settembre, con il distributore M2 Pictures, ma nei prossimi mesi sarà disponibile anche sulla piattaforma Netflix.