Ironico? Sì. Sardonico? Anche. Sarcastico? Un po’. Divertente? Senz’altro. Forevever Young è tutto questo e anche qualcosa in più perché dietro le risate, tante, presenta uno spaccato dell’Italia di oggi, o meglio degli italiani di oggi: un esercito sempre più numeroso e volubile di eterni Peter Pan, che non accettano il passare del tempo e si attaccano all’illusione, se non ancor più all’esigenza, di restare “giovani per sempre”.

Forever Young racconta la storia di un gruppo di amici di mezza età apparentemente felici e soddisfatti della loro vita – ma di fatto intrappolati in uno stato di disagio – spinti dalla voglia e dal bisogno di provare che il passare del tempo non conta, ma indissolubilmente legati ai miti e ai ricordi della loro prima giovinezza.

C’è Franco (Teo Teocoli), avvocato sessantenne appassionato praticante di sport che, un giorno, scopre che il suo fisico ne ha ormai abbastanza delle maratone e che presto sarà nonno grazie alla figlia Marta (Claudia Zanella) e al marito Lorenzo (Stefano Fresi). C’è Diego (Lillo), DJ radiofonico fermo agli anni ’80, che pensa di essere sempre sulla cresta dell’onda finché, all’improvviso, viene travolto da quella stessa onda quando arriva a soppiantarlo un giovane Youtuber (l’esordiente Francesco Sole). E Giorgio (Fabrizio Bentivoglio), che vive la sua seconda, se non terza, giovinezza accanto alla compagna ventenne (la bella Pilar Fogliati), per poi invaghirsi di una coetanea cinquantenne (Lorenza Indovina). E poi ci sono l’indomabile Sonia (Luisa Ranieri) e l’insoddisfatta Angela (Sabrina Ferilli), amiche improvvisamente divise da 20 gradi di separazione, uno per ciascuno degli anni di Luca (Emanuel Caserio), figlio di Sonia e innamorato di Angela.

Meglio riderci sopra

Forever Young è una pellicola gradevole. Le storie dei vari personaggi si alternano, si intrecciano, si inseguono e si incontrano armoniosamente. I tempi sono quelli tipici della commedia, con un ritmo brillante che talvolta sfocia nello sketch.

Spicca in assoluto Lillo. Ormai pienamente a proprio agio sul grande schermo, ha la capacità di saper far ridere semplicemente stando in scena. Gli tengono ottimamente testa Stefano Fresi, che ha i tempi e la mimica del comico di razza dentro e fuori la scena, e l’istrionico Teo Teocoli, naturale nella sua interpretazione al punto da apparire autobiografico.

A questi si contrappongono Fabrizio Bentivoglio e Lorenza Indovina, leggeri ma allo stesso tempo più intensi, per ruolo e per vocazione. Loro più di tutti, con gusto agrodolce, impersonano gli eterni ragazzi di ieri e di oggi.

A Sabrina Ferilli e Luisa Ranieri, infine, spetta il compito più arduo, quello di trait d’union fra risate genuine e spunti di riflessione. Compito portato a termine con buoni risultati.

Ora, però, non fatevi l’idea sbagliata. Per quanto inviti a una certa riflessione, Forever Young è, per sua stessa natura, una commedia e come tale riesce pienamente nel suo intento, ossia farci ridere. E poco importa che sia degli altri o di noi stessi.

Il merito va a una sceneggiatura ben studiata – una tendenza, questa, che si riscontra sempre più spesso nel “nuovo” cinema comico italiano, per troppi anni asfittico, ma finalmente, anche lui, con una seconda giovinezza – che, nonostante scivoli talvolta in qualche cliché stilistico e in alcuni luoghi comuni, permette alla pellicola di Fausto Brizzi di poggiare su una storia e su una base creativa di qualità.

Per sempre giovani

Il messaggio di Forever Young è semplice. In fondo, non c’è nulla di male a volersi sentire ancora giovani, anche quando l’anagrafica è decisamente contro di te. È invece autolesionistico “fare i giovani”, il cercare un confronto alla pari con le nuove generazioni o il costringere il proprio corpo a fare più di quel che ancora può. Perché “essere giovani” è ben altra cosa.

Il problema è che un concetto una volta accettato da tutti come il passare del tempo, oggi è inaccettabile. Se sei vecchio, sei fuori. Superato. Da rottamare. Ma chi l’ha detto? Forever Young vuol farci ragionare, fra una risata e l’altra, proprio su questa percezione falsata del mondo e di noi stessi, mettendoci, ciascuno, di fronte allo specchio per osservare ogni ruga del nostro volto fino a riconoscerne il valore.

Se ci pensate bene, dovrebbe bastare questo a strapparvi una bella risata, mentre siete ancora lì che vi guardate allo specchio. Ma se ciò non bastasse, potete sempre andare al cinema a vedere Forever Young.