Gli appassionati italiani del genere thriller-horror, invero poco frequentato nel nostro Paese e spesso con risultati meno che incoraggianti, saranno felici di sapere che un nuovo film di questo filone è in arrivo nelle sale cinematografiche: stiamo parlando di In fondo è al bosco, in uscita il 19 novembre.

Regista del film, ambientato in un piccolo paesino del Trentino, è Stefano Lodovichi, già dietro la macchina da presa in Aquadro e Pascoli a Barga, che si avvale della collaborazione di due attori affermati come Filippo Nigro, lanciato dalla commedia Diverso da chi? e da ACAB, e Camilla Filippi (Viva l’Italia, Il giorno in più).

Il resto del cast è composto da Teo Achille Caprio, Giovanni Vettorazzo, Stefano Detassis, Maria Vittoria Barella, Roberto Gudese, Luca Filippi e Alessandro Corabi.  Il film nasce dalla sinergia tra Sky Italia e Notorious Pictures che cura la distribuzione nella sale, prima volta per la casa di produzione.

In fondo al bosco racconta la scomparsa del piccolo Tommaso, alternando gli eventi del presente a quelli del passato. Il bambino infatti scompare nel 2010 durante la notte della festa dei Krampus, maschere da diavoli assunte dalla popolazione montana di quei luoghi in baccanali che proseguono fino all’alba.

Principale sospettato è il padre Manuel, un alcolista con precedenti, che però non può essere incriminato per mancanza di prove. Il villaggio si schiera contro di lui, e l’unica a rimanergli accanto è la moglie Linda. Nel 2015, cinque anni dopo la tragedia, a Napoli viene rinvenuto un bambino identico a Tommaso: la prova del DNA dà la conferma sperata ai genitori.

Ma per quanto il padre possa finalmente liberarsi dalle accuse e dal senso di colpo, la madre inizia a sentire che qualcosa non va in quel bambino silenzioso e inquietante: un sospetto condiviso da altri abitanti del villaggio, che sembrano sapere più di quanto vogliano ammettere. Manuel si ritroverà nuovamente contro il villaggio, fino ad arrivare a un finale che svelerà la vera natura dietro il ritorno di Tommaso.

Il regista descrive il suo film cercando di smarcarsi dalle gabbie troppo strette del genere. In fondo al bosco, stando alle sue parole, infatti “non è un horror, è un thriller e un dramma familiare oscuro e inquietante. È la storia di una famiglia distrutta che non riesce a riemergere dal buio dove è sprofondata dopo la scomparsa del figlio. Ed è anche un film di atmosfere che vive perennemente a cavallo di un’ambiguità inquietante, attraverso location oscure, buie e allo stesso tempo realistiche.