Secondo il giornalista Aldo Grasso, autorevole critico televisivo e docente universitario con cattedra di Storia della Radio e della Televisione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la dodicesima edizione del Grande Fratello sarebbe la peggiore di tutte.Tra le molteplici cause evidenziate da Grasso, le più immediate e indubbie, quelle certamente condivisibili, sono tre.

La prima è da ricercarsi nella scelta iniziale degli autori della trasmissione, evidentemente sbagliata: i concorrenti selezionati per l’edizione ancora in corso, non sono in grado di sostenere un reciproco scambio di giudizio e conseguentemente di interagire opportunamente tra loro, in modo da mettere in moto la macchina drammaturgica.

La seconda riguarda un ulteriore errore commesso dagli autori, simultaneamente: la scelta dei singoli caratteri, opzionati ai provini, è ricaduta sui “simil-tronisti”.

Insomma, il pubblico si è trovato di fronte ad un gruppo male assortito di giovani, già di per sé assimilabile ad un numero incalcolabile di volti, oramai irriconoscibili, che affollano i talk show. Il Gf, in definitiva non sarebbe riuscito a diversificare il prodotto.

La terza causa del flop, poi, è stata individuata nel fatto che i concorrenti in gara sono stati sostituiti più volte.

Non avendo neppure il tempo di affezionarsi agli inquilini della casa, i telespettatori hanno perso interesse per le vicende della casa di cinecittà.