Flavio Insinna, ospite a CartaBianca da Bianca Berlinguer, fa un discorso semplice schierandosi con gli “oppressi”, un discorso che rimarrà nella storia della televisione italiana. Flavio Insinna, con parole semplici e senza retorica, è riuscito a trasmettere la cifra della normalità in una televisione e in un mondo sempre frenetico e urlato. Il conduttore è intervenuto raccontato un’esperienza personale come volontario presso la comunità di Sant’Egidio di Roma: “Ho imparato la solidarietà alle elementari, con suor Virginia, da allora do fastidio alla Comunità di Sant’Egidio e a Emergency. I nuovi poveri non sono solo i migranti, sono anche tanti italiani separati che vivono due solitudini, dormendo in macchina e cercando lavoretti saltuari a Roma e la moglie con i figli in altre città”.

Insinna poi ha affrontato il tema dell’accoglienza dicendo: “Mi piacerebbe che questo paese ritrovasse la necessità di aiutarsi, come sente il bisogno di respirare e di bere. L’Italia è un paese meraviglioso ma è malato di solitudine e indifferenza, l’unica cura è l’amicizia. La vera emergenza non è pensare da dove arrivano o quanti sono i migranti, la vera emergenza è la guerra. Un siriano vorrebbe tornare a casa sua, ma non può. Noi italiani abbiamo esportato la criminalità organizzata in tutto il mondo e ora respingiamo mamme coi bambini dicendo ‘Mandateli via’”.

Poi racconta la sua idea di Europa:“A me non spaventa l’Europa a due velocità, mi spaventa la doppia velocità della nostra morale. (…)Sono italiano, provo un grandissimo senso di appartenenza, ma mentre per noi vogliamo tutto e subito, quando abbiamo colpe facciamo finta di niente. Se è per gli altri, l’altra velocità è quella del ‘chissenefrega’. Per noi vogliamo tutto, per gli altri no. Non voglio vivere in questo paese, voglio vivere in un paese gentile che aspetta chi arriva tardi”.

Insinna conclude citando Enrico Berlinguer “Guardi, Bianca, io so che lei si imbarazza se cito suo padre, ma lui diceva che ci si salva  e si va avanti solo se tutti insieme. Da soli sarà una disgrazia”.

“Io voglio vivere in un Paese gentile che aspetta chi arriva tardi” questa l’idea di Italia di Flavio Insinna, come si può non condividerla.

Flavio Insinna dalla parte degli oppressi a Cartabianca VIDEO