Durante un’intervista rilasciata al Mirror l’ex compagno di Amy Winehouse, il produttore Reg Traviss, ha dichiarato di aver rifiutato di occuparsi del progetto cinematografico dedicato all’artista recentemente scomparsa.

L’ex fidanzato della star non avrebbe mai potuto accettare il ruolo di produttore per la trasposizione cinematografica della vita della rockstar, dopo aver intrattenuto una relazione sentimentale con la Winehouse prima della sua morte prematura, avvenuta l’estate scorsa.

Il dolore ancora troppo presente per i cari della cantante deceduta a causa degli eccessi, che hanno accompagnato la sua tormentata quanto talentuosa esistenza, sta opponendo ragionevoli timori al progetto hollywoodiano che potrebbe non rendere giustizia alla memoria dell’interprete di “Back to back”.

Anche la famiglia Winehouse, di cui il padre di Amy, Mitch, si fa portavoce – essendo oltretutto detentore universale dei diritti musicali – ha dichiarato pubblicamente che non permetterà l’utilizzo dei brani.

In questo modo il film sulla vita di Amy Winehouse sarà indubbiamente irrealizzabile, secondo quanto riportato dal rotocalco inglese Daily Mail.

Per adesso, perciò, l’interesse di Hollywood per la figura dell’artista, aggiuntasi alla lista della “maledizione dei 27” resta solo un rumors.

È da immaginare, però, che se i produttori riusciranno a raggiungere un accordo con Mitch Winehouse, impegnato nella tutela dell’immagine della figlia, la storia della popstar non tarderà ad arrivare sul grande schermo.