Non morti, non vivi: i vampiri sono creature della notte provenienti da un’antica tradizione rielaborata da scrittori come Polidori, Le Fanu e Stoker nel corso dell’Ottocento, quando l’attenzione per il tema del vampirismo sfiora l’ossessione. Sospesi fra vita, morte e immortalità, fra redenzione e dannazione, questi mostri rappresentano infatti l’irrazionalità e la magia in un mondo conquistato dal razionalismo scientifico. Non a caso il vampiro per eccellenza è il conte Dracula, l’ultimo dei romantici, la creatura che per sopravvivere si nutre del sangue dei viventi. Il suo morso placa insieme la sete, l’appetito sessuale e il desiderio di dominare l’altro asservendolo al proprio volere. Croci, sangue, canini aguzzi, mantelli neri sono gli elementi del repertorio iconografico legato a questa figura incarnazione del Male, che sembra non mostrare rimorso per le proprie azioni.

I film sui vampiri sono davvero tantissimi ed escluderne alcuni dalla lista un vero peccato, ma ecco per voi –in ordine cronologico- i 10 must che noi di Leonardo.it vi consigliamo di non perdere.

Nosferatu il vampiro (1922)

È considerato da molti critici il miglior film horror mai realizzato: Nosferatu il vampiro di F.W. Murnau si ispira al romanzo di Bram Stoker, ma cambiandone i nomi e l’ambientazione per una disputa sui diritti del film fra la casa di produzione e la vedova dello scrittore irlandese. Thomas Hutter (Gustav von Wangenheim) parte da Wisborg, in Svezia, alla volta dei Carpazi dove deve incontrarsi con il conte Orlok (Max Schreck) per trattare l’acquisto di una proprietà; a casa lascia la bella fidanzata, Ellen (Greta Schroeder). Thomas ignora tutti i segni premonitori sulla natura demoniaca del suo interlocutore che ben presto prende possesso di lui: quando l’uomo torna a Wisborg scoppia un’epidemia di peste, ma Ellen che ha letto Il libro dei vampiri scopre la verità ed è intenzionata a fermare Orlok a ogni costo.

Gobba, orecchie a punta, postura rigida: Schreck resta una delle figura più terrificanti della storia del cinema; tra le scene più suggestive quella in cui l’ombra minacciosa di Nosferatu sale le scale che conducono alla camera da letto di Ellen e quella che, con montaggio alternato, mostra in contemporanea il vampiro ghermire Hutter e Ellen in preda a un incubo notturno nella sua stanza.

Una vera e propria sinfonia dell’orrore.

Dracula (1931)

Sguardo ipnotico, modi aristocratici, accento straniero: l’attore rumeno Bela Lugosi entra nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema interpretando Dracula nel film di Tod Browning. Emigrato negli Stati Uniti dopo aver preso parte ai moti rivoluzionari del 1918, nel 1927 Lugosi ottiene il ruolo di protagonista nello spettacolo teatrale poi portato sullo schermo con enorme successo. Ma l’attore, che diviene un modello per tutti gli interpreti successivi, rimane incastrato nel ruolo di principe delle tenebre: schiavo della morfina, per sua espressa volontà viene sepolto con il mantello di scena portando con sé il mito di Dracula.

In Dracula, il Principe delle tenebre arriva in Inghilterra e si rifugia nell’abbazia di Carfax; dopo aver vampirizzato molte vittime, tra cui la bella Lucy (Frances Dade), vorrebbe fare sua anche Mina (Helen Chandler), ma viene ostacolato dal dott. Van Helsing (Edward van Sloane), studioso del paranormale. Girato a basso costo, il film uscì il giorno di San Valentino del 1931, pubblicizzato come “la più strana storia d’amore”: fu un grandissimo successo al botteghino. Indimenticabili i primi piani di Dracula dai cui occhi proviene una luce inquietante ottenuta da Karl Freund concentrando un fascio di luce sulle pupille di Lugosi. Il film fissa l’iconografia tradizionale di Dracula che poi verrà ripresa nei film successivi.

Il vampiro (1932)

La presenza dell’occulto si tocca con mano nel capolavoro di Carl Theodor Dreyer con Julian West, Henriette Gérard, Rena Mandel, Sybille Schmitz, Jan Hieronimko. Onirismo e realismo si fondono nei paesaggi spettrali resi ancora più inquietanti da una dominante bianca tendente al grigio provocata inizialmente per errore dal direttore della fotografia Rudolph Meté. David Gray (West) legge in un vecchio libro la storia di una vampira (Gérard) che infesta la regione. Una giovane donna (Schmitz) ne cade preda. Il film è liberamente ispirato a Carmilla di Sheridan Le Fanu, la più celebre novella sul vampirismo femminile.

La maschera del demonio (1960)

Primo film diretto da Mario Bava, già famoso come direttore della fotografia, La maschera del demonio è un capolavoro gotico caratterizzato da una irresistibile e morbosa attrazione per il Male e dal merito di evitare molti luoghi comuni dei film sui vampiri. Il medico Kruvajan (Andrea Checchi) e il suo assistente Andrej (John Richardson) resuscitano involontariamente la strega Asa, suppliziata con il suo amante due secoli prima dal fratello. La donna, decisa a vendicarsi, vampirizza i discendenti della propria famiglia e tenta di impadronirsi del corpo della nipote Katia (Barbara Steele) che le assomiglia in modo impressionante. Ispirato a Il vij di Gogol, il film lanciò la Steel come regina dell’horror. Celebre la scena in cui la carne si riforma sullo scheletro della strega, un effetto speciale che -nonostante il film risalga al 1960- si lascia ancora apprezzare.

L’ultimo uomo della terra (1964)

Il film viene girato in un angosciante bianco e nero nel quartiere romano dell’Eur reso spettrale dai registi Ubaldo Aragona e Sidney Salkow. Vincent Price (doppiato da Emilio Cigoli) interpreta lo scienziato Robert Morgan, l’unico sopravvissuto a un’epidemia che ha trasformato gli uomini in vampiri; l’uomo vive barricato in casa, dove cerca di creare un antidoto alla diffusione della malattia, ma intanto i vampiri sono diventati estremamente intelligenti e identificarli è sempre più difficile. Si tratta del primo adattamento del romanzo di Richard Matheson Io sono leggenda, riportato sullo schermo nel 2007 da Will Smith per la regia di Frances Lawrence.

Il buio si avvicina (1987)

Il buio si avvicina (Near Dark) fa veramente paura, al di là del tentativo di criticare il modello socio-familiare americano con la storia di Caleb (Adrian Pasdar) che si innamora della vampira Mae (Jenny Wright) che vive con suoi simili in un camper foderato di alluminio, per poi uscire di notte per procurarsi sangue fresco. Scritto da Eric Red e dalla regista Kathryn Bigelow, il film intreccia una normalità inquietante e una buona dose di romanticismo.

Dracula di Bram Stoker (1992)

Quella raccontata da Francis Ford Coppola è una versione sontuosa, barocca, ricchissima di immagini inedite della storia del principe Vlad, diventato vampiro per l’odio contro Dio e i suoi ministri dopo il suicidio dell’amatissima sposa. Il mito del principe impalatore rivive in forma melò e delizia lo spettatore con invenzioni visive recuperate dalla grande tradizione artigianale del cinema di genere, come l’alternanza fra campo e controcampo, iridi, dissolvenze e sovraimpressioni. Oscar ai costumi di Eiko Ishioka e cast stellare con Gary Oldman, Winona Rider, Antony Hopkins, Keanu Reeves, Sadie Frost e Monica Bellucci. Epico, malinconico, il Nosferatu di Coppola è un angelo caduto che cerca redenzione attraverso la bella Mina Murray (Rider) conosciuta nella Londra vittoriana, ma già fidanzata con un agente immobiliare (Reeves).

The addiction (1995)

La dipendenza cui allude il titolo del film di Abel Ferrara è doppia: dalla droga e dal sangue. Protagonista del film è Kathleen Conklin (Lily Taylor), una studentessa di filosofia alla continua ricerca dell’origine del Male che, dopo essere stata vampirizzata da Casanova, una vampiressa (Annabella Sciorra), combatte contro la propria sete di sangue. Bellissima la fotografia così come anche la colonna sonora che mescola rap e funky, per un film non incasellabile in un genere preciso e per questo sorprendente.

Vampires (1998)

L’horror on the road di John Carpenter, pieno di sangue e ironia, racconta di una banda di cacciatori di taglie al soldo del Vaticano che cerca vampiri in New Mexico. Il regista è anche autore della splendida colonna sonora.

Io sono leggenda (2007)

Grande successo di pubblico per il film di Frances Lawrence con un bravissimo Will Smith nei panni del dott. Robert Neville, sopravvissuto al virus di laboratorio che avrebbe dovuto curare il cancro e che ha invece trasformato gli umani in vampiri fotofobici. Neville cerca altre persone ancora vive in una Los Angeles spettrale e tenta di catturare vampiri per sperimentare su di loro i vaccini da lui sintetizzati. Tratto dal romanzo di Richard Matheson, così come L’ultimo uomo della terra.

Ci piace chiudere questa carrellata proprio con le parole del celebre sceneggiatore: “Fatti un bell’esame di coscienza, amore mio: è poi così malvagio, il vampiro?”

A voi la risposta.