Un milione di ore di film muti in tutta Europa. La storia del cinema, quella antesignana, rischia di sparire a causa del deterioramento delle pellicole nei locali delle cinemateche nazionali dove il freddo e l’umido corrodono pian piano i supporti.

Unica possibilità di salvezza, un processo di digitalizzazione da avviare il prima possibile perché, il tempo stimato, con la velocità con la quale sembra avanzare  la smagnetizzazione, sarebbe di appena 7 anni. L’allarme è stato lanciato dalla Commissione Ue, che già in passato aveva affermato quanto l’era digitale avesse fornito sicuramente nuovi e rivoluzionari mezzi per produrre e presentare le pellicole, ma anche evidenziato vere e proprie sfide alle più tradizionali tecniche di raccolta e conservazione dei film.

Una mossa che le renderebbe anche fruibili online, obiettivo della Commissaria all’agenda digitale Neelie Kroes: “E’ ridicolo che i nostri film siano invisibili nel 21/o secolo, nel 2013 farò una proposta per aiutare gli Stati e i soggetti interessati a unire gli sforzi“.
Il problema principale, ad ogni modo, resta il mancato finanziamento: finora, con risorse statali date con il contagocce, istituti di cinema e cinemateche sono riusciti a trasferire su supporto digitale solo l’1,5% del patrimonio europeo, con buona pace dei 1200 titoli che, ogni anno, finiscono nella spazzatura.