È un provvedimento che verrà ricordato per la svolta protezionista del mercato, quello che il Consiglio dei ministri ha approvato oggi e che prevede un aumento delle quote dei film italiani in tv.

La proposta di Dario Franceschini, il quale ha parlato di una misura per “aiutare, tutelare e valorizzare il cinema, la fiction e la creatività italiana” prevede anche una sorta di autarchia europea: almeno il 55% delle fiction televisive dovranno dal 2019 essere prodotte da casa di produzioni europee.

Alla Rai l’obbligo di far sì che in programmazione vi siano almeno la metà di prodotti made in Italy, mentre per le altre emittenti l’obbligo sarà di un terzo.

Per quanto riguarda i film, invece, ogni canale dovrà mandare in onda in prima serata almeno un prodotto italiano a settimana (ma per la Rai questa cifra sale a due).

Il decreto prevede anche una decise crescita delle quote di investimento per acquistare o produrre opere europee (il 20% dei ricavi complessivi annui, per la Rai, mentre il 15% per le tv private), così come le sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi.

A essere interessati obblighi di investimento dal decreto, che entrerà pienamente in vigore dal 2020, saranno anche player importanti come Amazon e Netflix

A vigilare sul rispetto delle regole sarà Agcom, che andrà a comminare fino a 5 milioni di euro di multa, oppure con sanzioni pari al 2% del fatturato.

Più nello specifico la Rai dovrà garantire nel prime time il 12% di prodotti italiani, le altre emittenti il 6%: per l’azienda di viale Mazzini ciò vuol dire almeno due opere audiovisive tricolori a settimana, di cui una di natura prettamente cinematografica.