Il divo di Hollywood Richard Gere arriva a Roma per presentare il suo ultimo lavoro che lo vede protagonista: Arbitrage – La Frode, thriller esordio alla regia di Nicholas Jarecki in cui interpreta un potente magnate newyorkese con famiglia, amante e tanti soldi, che sta cercando di vendere il suo impero prima che vengano scoperte le sue truffe, ma rischia di restare travolto da un imprevisto. ”Uno di quegli intoccabili dei club esclusivi, – lo definisce Gere – quelli che arrivano ai più alti livelli e possono evitare certe regole“.

Un businessman sessantenne in piena regola, accompagnato da una bella moglie (Susan Sarandon) e una bellissima amante (Letitia Casta). Una vita perfetta che rischia di essere mandata all’aria da un incidente che l’attore descrive così: “Leggendo la sceneggiatura ho pensato allo scandalo Madoff, ma anche a Ted Kennedy e all’incidente d’auto in cui morì una giovane donna e lui, confessando solo il giorno dopo, rischiò di compromettere la carriera”.

Ma se nella finzione Gere è un uomo d’affari, nella realtà ha interessi di tutt’altro genere. “La mia principale occupazione – ha affermato – è studiare la natura della mente, cercare di purificarla dalle cose negative e capire l’umanità, poi c’è la questione del Tibet che mi richiede grande impegno e mio figlio di 13 anni con cui voglio passare più tempo possibile prima che diventi grande“.