L’amicizia tra donne. Cosa c’è di più altalenante, fragile ed altamente emozionale? Nulla. Più difficile di un amore vero, più complicata di un rapporto tra mamma e figlia adolescente, forse è più semplice trovare il principe azzurro che la migliore amica. Pensare di averne due, poi, è pressoché inconcepibile, ma ad ogni modo forse possibile. Perlomeno per necessità.

E’ quello che accadde alle tre protagoniste di Amiche da morire, il primo lungometraggio della giovanissima Giorgia Farina al cinema dal prossimo 7 marzo.

La trama ruota intorno a tre donne che vivono in un’isoletta del sud Italia, in una realtà divisa tra modernità e retrogrado tradizionalismo, e che malgrado le notevoli diversità si trovano costrette a far fronte comune per salvarsi la pelle. Gilda (Claudia Gerini), una bellezza verace venuta dal continente, che da anni sbarca il lunario facendo il mestiere più antico del mondo; Olivia (Cristiana Capotondi), una giovane moglie da manuale, bella ed elegante che suscita le invidie delle donne per la sua vita idilliaca accanto a un bel marito; Crocetta (Sabrina Impacciatore) il brutto anatroccolo che si mormora porti iella a qualsiasi sventurato le si avvicini e tenti di conquistarla. A complicare la loro vita arriva un fiero quanto brusco commissario di polizia, Nico Malachia (Vinicio Marchioni). Il commissario intuisce che le tre nascondono un segreto…

Tra situazioni comiche, battute esilaranti e con l’aiuto di uno sceneggiatore come Fabio Bonifacci (colui che ha contribuito al successo di pellicole come Lezioni di cioccolato, Benvenuti al Nord e Il principe abusivo), la regista metterà alla berlina assurdi, quanto divertenti, tradizionalismi meridionali (e non).