L’ultima opera del regista di origine turca Fatih Akin, The Cut, era attesa allo scorso Festival di Cannes, ma a causa di disguidi con il direttore della kermesse la presentazione avverrà in concorso a Venezia, per la gioia di tutti i fan dell’autore.

Akin infatti è molto noto al grande pubblico per la commedia multietnica Soul Kitchen, anche se il film di cui si parlerà a settembre è incentrato su una pagina buia della storia del Novecento, quella riguardante il genocidio degli armeni. Protagonista della pellicola è Tahar Rahim, attore molto noto ai cinefili per i ruoli da protagonista in Il profeta e Il passato.

La lunga pellicola, circa due ore e venti minuti di durata, è l’ultimo capitolo di una ideale trilogia del regista dedicata all’Amore, alla Morte e al Demonio, che è stata inaugurata da La sposa turca ed è proseguita in Ai confini del paradiso.

Mardin, 1915: in seguito a un raid della polizia turca in cui vengono sequestrati gli uomini armeni della città, il giovane fabbro Nazaret Manoogian si ritrova separata dalla sua famiglia. Dopo essere scampato agli orrori dello sterminio, anni dopo scopre che le sue due figli sono ancora vive. Ossessionato dall’idea di ritrovarle si mette sulle loro tracce, attraversando il deserto della Mesopotamia fino ad arrivare alle praterie del Nord Dakota, incontrando sul suo cammino personaggi di ogni tipo.