Pierfancesco Favino è il protagonista di Senza nessuna pietà, l’unico film italiano a concorrere al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 71°Mostra Internazionale D’arte Cinematografica di Venezia.

Diretta da Michele Alhaique, attore passato dietro la macchina da presa, nella pellicola si riconoscono anche Adriano Giannini, Greta Scarano, Claudio Gioè, Ninetto Davoli e Iris Peynado. E’ Favino, però, colui che ruba la scena, costretto ad ingrassare di venti chili per vestire il ruolo di Mimmo, muratore, ma anche picchiatore per conto di un clan di strozzini romani.

SINOSSI: A Mimmo piace molto di più costruire che rompere ossa. Vorrebbe fare solo il muratore, ma gli tocca anche fare recupero crediti tra i palazzoni dei quartieri alla periferia di Roma. Lavora per suo zio, il signor Santili, che ama e rispetta come un padre. Non sopporta invece Manuel Santili, suo cugino, viziato e arrogante. E l’avversione è reciproca. Il Roscio, che sarebbe il suo migliore amico se fosse davvero amico di qualcuno, e la mezza dozzina di dipendenti della ditta completano la famiglia. È un mondo con regole e gerarchie chiare, dove chi non sbaglia ha la pagnotta assicurata e qualche extra. Giusto o sbagliato, è l’unico mondo che Mimmo abbia mai conosciuto.

Tutto cambia quando nella sua vita irrompe Tania. È bellissima, giovane e ha capito da un pezzo che nella vita deve arrangiarsi da sola. Sa che gli uomini sono pronti a spendere per averla e ne approfitta. Costretti da un imprevisto a passare una notte e un giorno insieme, Mimmo e Tania si ritroveranno uniti dal bisogno di sentirsi amati e dalla voglia di fuggire a un destino già segnato.

Ecco l’intervista a Pierfrancesco Favino.