La distribuzione cinematografica italiana ha ufficialmente ripreso a lavorare a pieno regime dopo alcune settimane di stanca: i film al cinema in questo ultimo weekend di agosto sono tantissimi, e tra successi annunciati d’animazione, film d’autore, commedie romantiche e drammi intimisti non c’è che l’imbarazzo della scelta per lo spettatore tornato dalle vacanze.

Professore per amore: Hugh Grant veste i panni di uno sceneggiatore cinematografico che quasi vent’anni fa ha scalato ogni vetta conquistando l’Oscar per il migliore script. La sua vita non potrebbe andare meglio, avendo a fianco una moglie che ama e un figlio.

Ritroviamo il protagonista Keith ormai quasi cinquantenne, divorziato, sulla soglia della povertà e privo di ispirazione. Inevitabile dunque accettare un lavoro da professore di sceneggiatura in un college di Binghamton.

Per quanto privo di entusiasmo, il nostro troverà l’amore nei panni di una madre single (Marisa Tomei) e una nuova ragione per tornare a scrivere. Nel cast anche J.K Simmons,  Allison Janney e Chris Elliott.

Minions: Arrivano finalmente sul grande schermo le avventure in solitaria dei Minions, malefici aiutanti di Gru, il protagonista di Cattivissimo Me.

Incapaci di ragionare correttamente e dotati di un linguaggio parecchio limitato, gli strani esseri gialli golosi di banane sin dall’alba dei tempi hanno certcato un cattivo cui prestare le proprie dubbie capacità.

Nel film di Pierre Coffin e Kyle Balda li ritroveremo nella Londra degli anni ’60, intenzionati a mettersi al servizio della malvagia Scarlett Sterminator, il cui prossimo colpo sarà il furto della corona della regina inglese.

Taxi Teheran: Vincitore dell’Orso d’oro allo scorso Festival del cinema di Berlino, arriva finalmente in Italia l’ultima opera clandestina di Jafar Panahi, regista iraniano costretto a girare di nascosto in seguito alla condanna subito che gli impone il silenzio.

Panahi si è allora messo alla guida di un taxi e ha attraversato la città di Teheran con una telecamera nascosta sul cruscotto della vettura: il film non è che la successione dei dialoghi nati tra il guidatore – regista e il passeggero – attore inconsapevole.

Un’opera molto coraggiosa quella di Panahi, com’è da sempre tipico del suo cinema, che mette in luce aspetti altrimenti nascosti di un Iran ancora diviso tra isolazionismo e apertura all’Occidente.

A Blast: La regista greca Syllas Tzoumerkas mette in mostra la crisi che attanaglia il suo Paese realizzando un film crudele e spietato, sulla scia di quella new wave tanto apprezzato dalla critica che ha come alfiere più noto l’enigmatico Yorgos Lanthimos.

Impossibile comprendere quanto il tracollo economico, psicologico e morale della famiglia della protagonista Maria sia da attribuire a una situazione esterna o siano inevitabilmente endemiche.

Tre figli, una sorella con problemi mentali il cui marito è un estremista di destra, figlia di una madre paraplegica: quella di Maria è una vera e propria via crucis che riflette la condizione disastrosa in cui si è trovata la Grecia in questi anni.

Qualcosa di buono: Film destinato a fruttare nomination per le attrici protagoniste, quello voluto da Hillary Swank, qui protagonista e produttrice della pellicola.

Qualcosa di buono è infatti incentrato sulla figura di Kate, una donna che vede la propria vita stravolta dall’insorgere di una malattia progressiva destinata a farle perdere l’uso del proprio corpo.

Kate decide di assumere come domestica la giovane universitaria Bec, che ha le fattezze di Emmy Rossum: la ragazza, caotica e imbranata, riuscirà a donare fiducia e vitalità alla donna che ne ha tanto bisogno.