Tra i film al cinema questa settimana c’è il ritorno di Neil Blomkamp, con un nuovo film di fantascienza, un dramma ungherese, un dramma storico del turco Fatih Akin, ben due produzioni italiane e un cartone animato.

Se Dio vuole: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante, Ilaria Spada ed Edoardo Pesce sono i protagonisti di questa commedia, esordio di Edoardo Falcone.

La tranquilla vita famigliare di Tommaso viene sconvolta quando scopre che il figlio Andrea, avviato sulle orme professionali del padre, ha improvvisamente scelto di diventare prete. A convincerlo della sua vocazione è stato Don Pietro, carismatico sacerdote, che viene avvicinato da Tommaso allo scopo di scoprirne segreti peccaminosi che possano far cambiare idea al figlio.

Humandroid: ancora fantascienza speculativa e spettacolare, quella proposta dal regista sudafricano Neil Blomkamp, ambientata in un futuro prossimo in cui Johannesburg è devastata dalle bande criminali.

Per ovviare al problema viene creata una forza di polizia robotica dalla spiccata intelligenza artificiale. Lo scienziato creatore dei robot però fugge con un esemplare, che rinomina Chappie, deciso a dargli la libertà di scegliere come impostare la propria vita. Ma più forze sono interessati all’androide.

L’amore non perdona: un amore che supera ogni limite d’età e ogni convenzione sociale. È quello descritto e messo in scena nel suo film da Stefano Consiglio.

È il legame che nasce tra l’infermiera Adriana, vedova con figli e nipoti, e il giovane Mohamed, marocchino emigrato in Italia. I due scopriranno che non è facile vivere sotto lo sguardo giudicante degli altri.

Ooops! Ho perso l’arca… : una imponente co-produzione internazionale sta dietro a questa pellicola che riprende il racconto biblico già messo in scena da Darren Aronofsky nel suo Noah, ma questa volta secondo l’ottica degli animali.

Protagonisti del film sono una coppia padre-figlio di immaginari nasocchioni, che si ritrovano a essere infiltrati nell’arca di Noè sotto mentite spoglie per accompagnare le due musone Hazel e Leah.

White God – Sinfonia per Hagen: vincitore della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, il dramma ungherese ambientato a Budapest diretto da Kornel Mundruczo parla di lotta sociale e crudeltà umana attraverso la situazione canina.

La storia è infatti quella della piccola Lili, che deve trasferirsi dal padre e che vorrebbe portarsi dietro il cane Hagen, un bastardino. Il genitore però, incurante della disperazione della figlia, abbandona l’animale, il quale si inoltra così in un viaggio accidentato allo scopo di ritrovare la sua padroncina.

Il padre: Fatih Akin affronta a viso scoperto la tragedia del genocidio armeno, una spina nel fianco della storia turca.
Il protagonista Tahar Rahim è Nazaret, che allo scoppio della Prima Guerra Mondialinsieme alla sua famiglia è vittima dei rastrellamenti etnici.

Dato per morto e riuscito a salvarsi per miracolo, alcuni anni dopo Nazaret scopre che anche le due figlie ce l’hanno fatta e si imbarca così in un viaggio intorno al mondo per rintracciarle.