L’imponente manifestazione cinematografica della città di Torino – quest’anno gestita dal regista ed intellettuale italiano Gianni Amelio, menzionato più volte dalla stampa di settore per accreditarne l’ottimo risultato degli intenti, nonostante un notevole taglio del budget, e il cui valore culturale è stato più volte riconosciuto e lodato anche dal sindaco della città piemontese, Piero Fassino – ha proposto due lavori cinematografici uniti dallo stesso tema di fondo, la politica nazionale, mediante due distinti registri narrativi: Il corpo del duce utilizza il linguaggio del documentario, L’era legale si fa invece racconto fantascientifico.

Il documentario diretto dal regista Fabrizio Laurenti, in scrittura trae l’input dalla narrazione storica del libro omonimo di cui l’autore è Sergio Luzzatto, il quale, racconta in forma saggistica del rito annuale di Predappio.

Le immagini de Il corpo del duce utilizzano il repertorio di piazzale Loreto per giungere, attraverso le vicende che interessarono la salma di Benito Mussolini, sepolta di nascosto, poi trafugata e ritrovata più volte fino alla restituzione della stessa alla famiglia del duce e quindi a giungere, dal 1957, nel cimitero di Predappio.

Il materiale audiovisivo delle sequenze storiche montate nel film di Laurenti non ha mai avuto una vera e propria diffusione se non quella che concerne piazzale Loreto, e quindi molte di esse sono impressionanti, come ad esempio il ritrovamento della salma raggrinzita, avvenuto nel 1946.