Hanno da poco un nome i membri delle tre giurie principali del Festival di Venezia 2015 (se si esclude le sezioni parallele della Settimana Internazionale della Critica e delle Giornate degli Autori).

La kermesse del Lido come noto prenderà il via il 2 settembre, accogliendo quello che è il presidente della giuria della selezione ufficiale, ovvero il messicano trapiantato in America Alfonso Cuarón, autore del premiatissimo survival fantascientifico Gravity, tra l’altro proiettato in anteprima proprio durante il Festival di due anni fa.

Compito non facile quello di Cuarón, che si trova a dover coordinare una giuria molto più cinefila del solito, composta da ben sette colleghi e un’attrice. Otto registi, due attrici, uno scrittore, sei uomini e tre donne: sono i numeri di questa giuria di nove elementi.

Ad affiancare l’autore de I figli degli uomini troveremo infatti Nuri Bilge Ceylan, regista turco amatissimo dai cinefili che sbarca finalmente al Festival di Venezia dopo una lunghissima frequentazione cannense (il suo Il regno d’inverno l’anno scorso inse la Palma d’oro).

Altra vecchia volpe del cinema d’autore è il taiwanese Hou-Hsiao-hsien, anch’egli tornato vincitore dall’ultima edizione di Cannes grazie a The Assassin, premiato con il Prix de la mise en scène.

Relativamente più giovane e meno noto il quasi sessantenne polacco Pawel Pawlikowski, che ha realizzato alcuni film come My Summer of Love e Last Resort ma che l’anno scorso ha trovato la celebrità grazie a Ida, vincitore di una marea di premi tra cui anche l’ambito Oscar per il miglior film straniero.

Trionfatore dei David di Donatello di quest’anno è Francesco Munzi, che nel 2014 ha portato a Venezia il suo Anime nere. A chiudere il cerchio delle presenze maschili lo scrittore Emmauel Carrère, che ha frequentato più volte il cinema come sceneggiatore e un paio di volte come regista (L’amore sospetto essendo il suo film più famoso).

Il trio femminile è invece composto dall’angelica attrice tedesca Diane Kruger, che i più ricorderanno in Bastardi senza gloria e nella serie di National Treasure; dalla regista – sceneggiatrice Lynne Ramsay, che nel 2011 aveva girato l’inquietante …e ora parliamo di Kevin, ed Elizabeth Banks, star della commedia a stelle e strisce da poco passata anche dietro la macchina da presa in Pitch Perfect 2.

Nomi interessanti anche nella giuria di Orizzonti, presieduta da Jonathan Demme, decano del cinema indipendente americano noto per la doppietta Il silenzio degli innocenti e Philadelphia. Accanto a lui le due attrici Paz Vega e Anita Caprioli, il regista di Hong Kong Fruit Chan e la france Alix Delaporte.

Italiano anche il presidente del Premio Luigi De Laurentiis per la migliore opera prima, ovvero il Saverio Costanzo di Hungry Hearts, cui si affiancheranno il collega Charles Burnett, la giornalista Daniela Michel, il produttore Roger Garcia e la storica del cinema Natacha Laurent.

Ancora ignoti i film del concorso ufficiale, mentre si sa già che al di fuori della competizione il film d’apertura sarà il survival Everest e ci sarà spazio anche per il thriller Black Mass con protagonista un irriconoscibile Johnny Depp.