Chi segue da qualche tempo il regista David Gordon Green sa che è sempre difficile immaginare quale sarà il suo prossimo progetto. Avendo esordito con l’indie semi malickiano George Washington i più si sarebbero aspettati una carriera autoriale rarefatta intimista, finendo smentiti dalla serie di commedie adolescenziali, anche piuttosto becere, come Strafumati e Lo spaventapassere.

Con Prince Avalanche e sopratutto Joe, film drammatico in cui splende un grande Nicolas Cage, proiettato allo scorso Festival di Venezia, Green è ritornato nel suo ambiente naturale, e la nuova pellicola che presenterà nuovamente al Lido pare iscriversi nel solco scavato dall’opera precedente.

Manglehorn, infatti, racconta ancora della solitudine di un uomo che ha girato le spalle alla vita. L’omonimo protagonista del film, interpretato da un Al Pacino finalmente in un progetto alla sua altezza, è un uomo anziano, del tutto ordinario, che lavora come fabbro e che ha come unica preoccupazione quella di dar da mangiare al suo gatto.

Manglehorn però nasconde vari segreti: nel suo passato c’è non solo una carriera da truffatore, ma anche una donna di cui era perdutamente innamorato, e che non riesce a dimenticare, che abbandonò per inseguire un grosso colpo.

Il film, nel cui cast compaiono anche Holly Hunter, Chris Messina, e il regista di Spring Breakers Harmony Korine, racconta di come l’incontro con una ragazza l’aiuti a riprendersi, prima che il suo passato oscuri riaffiori in modo drammatico.

Photo credit: Worldview Entertainment