Potrebbe sembrare una sfida quasi sacrilega, quella accettata da Mario Martone ne Il giovane favoloso.

Immaginiamo infatti che a molti registi sarà passato per la testa di portare su grande schermo l’affascinante e travagliata figura di Giacomo Leopardi, poeta che tutti hanno studiato a scuola ma che pochi hanno capito davvero facendolo proprio.

Martone, regista teatrale e cinematografico (Noi credevamo, L’amore molesto, Morte di un matematico napoletano) è probabilmente la figura giusta per il progetto, che sarà in concorso durante il prossimo Festival del cinema di Venezia: attento alla ricostruzione storica ma senza eccessi melodrammatici, potrebbe avere prodotto un film rigoroso, come meritano i versi de L’infinito o di Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.

Di sicuro il cast della pellicola è di ottimo livello, a partire dal protagonista interpretato dall’eccellente Elio Germano, passando per l’amico e sodale Antonio Ranieri che ha il volto di Michele Riondino e concludendo con un bel quartetto femminile composto da Anna Mouglalis, Iaia Forte, Isabella Ragonese e Valerio Binasco.

Da Recanati a Napoli, quello di Leopardi è un viaggio nella comprensione dell’eterna sofferenza dell’uomo, cui solo la poesia può essere parziale balsamo. Speriamo vivamente di poter parlare bene di questo film tanto atteso quanto temuto.