A pochi giorni di distanza dalla sessantacinquesima edizione del Festival di SanremoLeonardo.it è riuscito ad intervistare Nesli, cantautore marchigiano in gara tra i venti Big della kermesse della musica italiana.

Francesco Tarducci, questo il suo vero nome, è un volto decisamente noto nel panorama musicale italiano con ben sette album alle spalle e singoli di successo come “La Fine”, “Parole da dedicarmi” e il più recente “Andrà tutto bene” – il cui video ha appena raggiunto il milione di visualizzazioni su Youtube. Al Festival Nesli porterà sul palco il brano “Buona Fortuna Amore”, mentre nella serata in cui verrà omaggiata la tradizione della canzone italiana interpreterà il brano “Mare Mare” di Luca Carboni (1992), sempre guidato dal Maestro Umberto Iervolino.

Lo stesso brano, insieme a “Andrà tutto bene”, sarà contenuto nel nuovo album in uscita durante il Festival, intitolato proprio “Andrà tutto bene” e contenente ben undici brani inediti: un lavoro che rappresenta il suo stile personale ed il suo grande impatto emotivo, parte di un universo in continua evoluzione. Nell’intervista racconta proprio questo suo continuo cambiamento nel mondo della musica oltre a raccontare proprio com’è nata la canzone che porterà alla kermesse sanremese, la sua prima reazione quando ha scoperto di essere in gara tra i Big e il suo rapporto con i social network.

Siamo ormai agli sgoccioli, mancano sempre meno giorni prima che il Festival cominci: come ti senti?

In realtà io sto benone, la vivo un po’ come una favola e con tutta la magia del caso. Poi queste cose più sono grandi e creano ansia più io divento un bambino e quindi ho un po’ quell’ingenuità lì e mi accorgo delle cose subito dopo. Quindi cercherò di stare il più possibile ancorato al presente ma sto bene, respiro un sacco di magia intorno a questa cosa, tipo balle di fine anno, ed è sicuramente un momento magico.

Abbiamo visto il video della tua reazione, ma qual è stato il primo pensiero nel momento in cui hai scoperto di essere tra i 20 big in gara?

In realtà nel video c’è proprio il primo pensiero, la prima reazione e la prima parola è stata “mi hanno preso” e se uno non lo sa di cosa si tratta sembra che ti abbiano arruolato. Quindi è stato uno stupore perché in realtà ci credevo ma non me l’aspettavo: ero lì e mi son detto ‘dai oggi in diretta all’Arena di Giletti dicono i nomi, guardiamoli’, poi ho iniziato a guardarlo alle due e i nomi li hanno detti alle quattro di pomeriggio quindi sono rimasto due ore davanti alla tv con questo telefonino a filmarmi. Però sono rimasto piacevolmente stupito, è stato un bel colpo al cuore, molto emozionante.

Sul palco dell’Ariston porterai il  brano “Buona Fortuna Amore”: com’è nato, come sono nate le parole e il sound?

Il brano è una lettera d’amore che celebra l’addio, la fine di una storia che però non ha sentimenti di rancore e brutti, è proprio un augurio pieno di amore, carnalità, sensualità e di passione: quindi è una canzone molto passionale ed emotiva. Come tutte le canzoni che scrivo, parole e melodia nascono nella mia testa in maniera totalmente naturale come nascono i pensieri, anche perché il più delle volte questi hanno una musicalità. Pensando di essere su quel palco sogno di esserci con quella canzone, è come se fosse la scenografia perfetta di quel brano: la lettera che celebra un addio tu la canti a Sanremo, è una figata, sembra un film, è una favola. Quindi era proprio quella canzone lì.

Questo brano è contenuto anche nel tuo album in uscita proprio durante il Festival, “Andrà tutto bene”: ci puoi anticipare qualcosa, com’è nato e ci saranno altri progetti affiancati a questo come, per esempio, un tour promozionale?

Il disco uscirà giovedì 12 febbraio esattamente il giorno in cui sarò all’Ariston e include il brano di Sanremo. Dopo il Festival, il 16 febbraio, partiamo subito per il tour con una ventina di date consecutive: partiamo da Genova e facciamo tutta Italia fino a Catania, Palermo il 6 di marzo – così per incontrare un po’ tutti i ragazzi che mi seguono. Nel mese di maggio partirà invece la tournée che mi vedrà con una band al completo dal vivo che mi permetterà di riprodurre fedelmente questo album.

Nesli agli inizi era un rapper, mentre ora è diventato cantautore dal sound più pop: cosa ti ha fatto “cambiare” questa strada? Come sei cambiato dagli esordi fino ad oggi?

Il cambiamento fa parte di me come individuo: io cambio sempre, mi piace farlo, mi piace esplorare attraverso la musica, quelli che definisco i ‘mondi paralleli’. Mi piace misurarmi, rischiare, fare quelle giocate un po’ folli, anche se io non sono un giocatore. Però ho sempre la mia carriera, il mio percorso l’ho sempre visto così e l’ho sempre voluto costruire in questo modo, in maniera anche un po’ cinematografica, con dei colpi di scena anche forti e con qualcosa che valga la pena anche di ricordare: ecco perché cambio sempre. Ma cambio sempre io e penso se cambia la musica che faccio: ho sempre amato scrivere canzoni, parole e melodie. Nel momento in cui mi andava bene ed era a misura del circuito e della musica rap ho fatto quello: ma anche qui tentavo di fare qualcos’altro non ero proprio ‘in griglia’. Quindi nel momento in cui ho avuto più maturità, più coscienza e consapevolezza ho preso senza pensarci troppo la strada che volevo prendere: quella di scrivere canzoni e che non abbiano più un genere di appartenenza, ma che siano canzoni – con tutta la modestia del mondo – che possano piacere perché sono belle, non perché sono legate a un genere, un periodo o a un fatto. Devono essere canzoni che anche nel tempo non hanno per forza una data di scadenza. Per quello poi mi sono ‘slacciato’ da quel mondo, ma per me è stato anche molto naturale: io non ho mai diviso il rapper dal cantautore, è un’esigenza di etichette. Io ho sempre scritto canzoni che prima erano rap, magari, ed erano molto più inquadrate in due note piene di parole: poi ho fatto prendere forma a quella che era la mia natura, di ‘ascoltatore musicale’ e quindi di uno che ama la musica e scrive canzoni.

Insieme ad altri artisti in gara sei stato proclamato tra i Big più social del Festival: quanto conta per te la comunicazione attraverso questi e qual è il social network che utilizzi e su cui punti di più?

Facebook è la finestra sul mio mondo: la classifica che mi mette sul podio del cantante sanremese più social ne è la prova. Io ho sempre avuto un contatto diretto con i miei fan, gestisco io tutte le mie pagine, sono io che scrivo e rimuovo i commenti se sono maleducati, sono io che ho creato una sorta di educazione civica e di contatto tra di loro. Sanno esattamente che dall’altra parte del monitor ci sono io. Ho sempre voluto creare un contatto con loro e ad esempio mando lettere private, magari anche in posta e poi faccio dei regali a Natale, quindi è una cosa molto fisica, anche. Io spesso ho voluto un tour che contenesse moltissime date una attaccata all’altra proprio perché io molti di quei ragazzi li riconosco, li conosco per nome: come loro seguono me su Facebook io seguo un po’ loro, ecco. Trovarmi su quel podio come prima classifica emersa dall’esperienza sanremese è motivo di orgoglio per me e soprattutto per tutti quei ragazzi che fanno parte di quella pagina e di quella famiglia allargata come mi piace definirla.

Tra tutti gli artisti in gara, sia nella categoria Nuove proposte sia tra i Big, c’è qualcuno che ha catturato particolarmente la tua attenzione?

Sicuramente tra i giovani quello che ha catturato di più la mia attenzione è Enrico Nigiotti, uno perché sono di parte ed è del mio stesso gruppo della mia stessa squadra della Go Wild, e due perché vedo in lui una freschezza, una genuinità che è raro trovare nella musica e soprattutto in un cantautore. Chi scrive parole e melodie – quindi chi si scrive le canzoni – ha un valore aggiunto, perché contribuisce a creare una sorta coscienza e cultura pop italiana. Tra i Big ci sono tantissimi nomi, non saprei farne uno perché è un cast veramente ricco di grandi artisti, interpreti, cantautori e di giovani emersi dai talent. Quindi diciamo che rappresenta molto quello che è l’Italia musicale, quello che è la musica italiana adesso.

Quindi se potesse nascere una collaborazione potrebbe essere con Enrico Nigiotti?

Perché no, assolutamente! Il brano mi piace tantissimo e faccio fatica a togliermelo dalla mente. Quindi perché no, potrebbe essere assolutamente papabile per una collaborazione.

Questa la tracklist del nuovo album, “Andrà tutto bene”:

  • “Andrà tutto bene”
  • “Allora ridi”
  • “Buona fortuna amore”
  • “Sarò come vorrai”
  • “Prima o poi”
  • “Quello che non si vede”
  • “Il mondo è come”
  • “Dimmi che vuoi che sia”
  • “Arrivederci e grazie”
  • “Il cielo è blu”
  • “Ancora una volta”
Nesli: il nuovo album "Andrà tutto bene" - Foto: ufficio stampa

Nesli: il nuovo album “Andrà tutto bene” – Foto: ufficio stampa

Questo, invece, l’instore tour che partirà il 16 febbraio da Genova per terminare il 6 marzo a Palermo:

  • 16 febbraio a GENOVA (Feltrinelli, Via Ceccardi 16, ore 18.00)
  • 17 febbraio a TORINO (Feltrinelli)
  • 18 febbraio a MILANO (Feltrinelli)
  • 19 febbraio a VARESE (Casa del Disco)
  • 20 febbraio a VITTUONE (Milano – Mediaworld)
  • 21 febbraio a STEZZANO (Bergamo - Mediaworld)
  • 22 febbraio a MARGHERA (Venezia - Mondadori)
  • 23 febbraio a ROMA(Discoteca Laziale)
  • 24 febbraio a NAPOLI (Feltrinelli)
  • 25 febbraio a NOLA (Napoli - Mondadori)
  • 26 febbraio a BARI(Feltrinelli)
  • 27 febbraio a LECCE (Feltrinelli)
  • 28 febbraio a FIRENZE (Mediaworld)
  • 1 marzo a MODENA (Mediaworld)
  • 2 marzoa BOLOGNA (Mondadori)
  • 3 marzo a LONATO (Brescia - Mondadori)
  • 4 marzo a MILANO (Saturn)
  • 5 marzo a CATANIA(Feltrinelli)
  • 6 marzo a PALERMO (Mondadori)

Foto: ufficio stampa, Chiara Mirelli