Manca davvero poco all’inizio della sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo che nella settimana dal 10 al 14 febbraio 2015 porterà sul palco dell’Ariston alcuni tra i più famosi big della musica italiana. Come ogni anno si esibiranno durante il Festival della Canzone Italiana anche gli artisti esordienti che faranno parte della sezione nuove proposte e tra loro spicca il più giovane, il rapper Kaligola.

Classe 1997, Kaligola, all’anagrafe Gabriele Rosciglione, è un giovanissimo rapper romano che vive in un quartiere periferico della Capitale dove frequenta il quarto anno del Liceo Scientifico. L’autore di “Oltre il giardino”, brano con cui parteciperà al Festival di Sanremo, si è formato studiando per qualche anno pianoforte e ascoltando musica classica ma anche jazz, funk, soul e hip hop. Nei suoi lavori, inoltre, sono riconoscibili, oltre al suo amore per la musica, anche la passione per la poesia e per il cinema. Noi di Leonardo.it lo abbiamo intervistato per conoscere meglio il più giovane artista del Festival e scoprire insieme a lui come sia nata la sua passione per la musica e quali emozioni stia provando a poche ore dal suo debutto sul palco dell’Ariston.

Da dove nasce il tuo nome d’arte?

E’ nato qualche anno fa quando ho iniziato a scrivere canzoni. Dovevo trovarmi un nome da rapper e ho pensato di prendere quello del personaggio romano che mi era piaciuto di più, l’imperatore Kaligola. Da li ho deciso di scrivere la mia prima canzone pubblicata in rete che ha ottenuto un notevole successo. Vista la grande fortuna che mi aveva portato ho deciso di tenerlo.

Com’è nata la passione per la musica?

Io sono cresciuto in un ambiente musicale. I miei genitori sono musicisti e fin da piccolo mi sono avvicinato a molti generi. A 11 anni mi sono appassionato alla musica classica. Ho studiato pianoforte per molti anni e inizialmente il mio sogno era quello di diventare compositore di musiche per i grandi film. Poi ho smesso di studiare e mi sono appassionato al rap.

Cos’hai provato nel sentire il tuo nome tra le otto nuove proposte del Festival di Sanremo 2015?

Ero già stato preselezionato insieme ad altri concorrenti e i nomi dei sei prescelti sarebbero stati annunciati il 9 dicembre. Ricordo che quel giorno ho ricevuto la splendida notizia via Skype da Carlo Conti e dopo l’annuncio ero felicissimo, ho fatto dei veri salti di gioia.

Sul palco dell’Ariston porterai “Oltre il giardino”. Com’è nata l’idea di questa canzone?

Io abito in un quartiere periferico di Roma e per andare a scuola prendo tutti i giorni i mezzi. Durante il viaggio che dura almeno 40 minuti osservo molte persone diverse, tantissimi personaggi variopinti e tra questi ce n’era uno che mi aveva colpito molto, un signore che aveva sempre il sorriso stampato sul volto e si distingueva dalle altre persone che di prima mattina avevano delle espressioni stanche o arrabbiate. E’ proprio per le emozioni che mi trasmetteva che ho deciso scrivere una canzone il cui testo sarà sicuramente molto diverso dalla sua storia reale, ma che ho sentito il bisogno di costruire attorno alla sua immagine.

Cosa ne pensi di Rocco Hunt, il rapper che ha vinto Sanremo Giovani lo scorso anno?

A me piace molto la sua musica, ha un bel ritmo. Penso che l’accento napoletano si presti molto alla lingua del rap. In realtà on lo conosco personalmente e non ho avuto ancora modo di ascoltare tutte le sue canzoni. 

C’è qualche artista della categoria dei Big con cui ti piacerebbe collaborare un giorno?

Probabilmente con Alex Britti. Da piccolo mi ricordo che ero entrato in fissa con la sua canzone “Solo una volta (O tutta la vita)” e da bambino continuavo a cantare “Il tempo va e passano le ore…”. Lo conosco poco ma quella canzone quando ero piccolo era davvero la mia preferita.

E degli altri giovani in gara qual è quello che “temi” di più?

Io credo che abbiano tutti dei punti forti, non riesco a dare un giudizio preciso. Ci siamo conosciuti il giorno dopo l’annuncio della partecipazione al Festival e poi una seconda volta per un’intervista radiofonica. Credo che siano tutti ugualmente bravi e qualificati.

Tanti giovani oggi tentano di sfondare in tv con i talent. Cosa ne pensi? Parteciperesti mai?

I talent sono un’arma a doppio taglio perché possono darti tanto solo se vinci il programma: notorietà, successo e fama. Non parteciperei perché è una cosa troppo simile a un reality, secondo me hanno poco a che fare con la vera concezione della musica e io preferirei fare la classica gavetta. Inoltre mi occuperebbero molto tempo che non potrei conciliare con la scuola e tutto il resto. 

Che progetti hai per il periodo che seguirà Sanremo?

Ho finito di registrare un album che uscirà proprio durante la settimana di Sanremo e spero che piaccia al pubblico. Nel mentre ho già iniziato a lavorare per il futuro e ho già ultimato una canzone per un altro album.

Foto ufficio stampa