È solo questione di giorni ormai prima che anche la sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo abbia inizio: quest’anno in particolare la kermesse della musica italiana vedrà salire sul palco dell’Ariston ben venti artisti tra i Big e otto tra le giovani Nuove Proposte.

Proprio tra questi ultimi Leonardo.it è riuscito ad intervistare Erika Mineo, che andrà in gara con il suo nome d’arte, Amara.

Classe 1984 Amara è la voce della gente: una cantautrice che racconta la vita di tutti i giorni di proprio pugno. Scoperta dal produttore Carlo Avarello, la cantautrice toscana ha vinto per ben quattro volte il concorso Area Sanremo, dal 2008 al 2011, ricevendo anche una borsa di studio presso il CET da Mogol. A Leonardo.it la cantautrice ha raccontato un po’ il suo percorso, la scelta di un nome d’arte decisamente particolare, ma soprattutto del brano che porterà sul palco dell’Ariston: “Credo“.

Com’è nato il tuo nome d’arte, Amara, e perché?

Il mio nome d’arte è nato quando io ho cominciato a scrivere e scoprivo che dentro me c’era questa nuova entità, un’entità che si serviva delle amarezze che vivevo per farmi scrivere dei testi, i miei testi. E quindi ad un certo punto ho imparato talmente a convivere con questa cosa che è diventato il mio punto di forza che ho trasformato le amarezze e le cose che di solito ci fanno male e ho imparato a conviverci e a fare proprio di me il punto più forte, quindi a vestirmi da Amara. Lo porto proprio fiera, fiera di aver vissuto le amarezze.”

Non è la prima volta che ti metti in gioco per partecipare al Festival di Sanremo: cosa hai provato nel momento in cui hai scoperto di essere tra le otto Nuove Proposte e soprattutto cosa ti ha spinto a non mollare?

Io avevo sempre una scena davanti: quanto tu arrivi a quel momento -  sei alla fine e aspetti quei due nomi sperando che in quei due ci sia il tuo – è come se tu fossi sul palco dell’Ariston, dietro a una tenda, e ad un certo punto il tuo nome non c’è tra i due e il sipario rimane chiuso – come mi è successo ogni volta. Questa volta invece io ho visto la luce, la luce del sipario che si era aperto, ero cosciente di poter fare finalmente un piccolo passo avanti e quindi era una felicità che non si può descrivere, non si può trovare un termine per descrivere quel momento.

Sul palco dell’Ariston porterai il brano “Credo”: com’è nato?

Per il sound io negli ultimi anni ho iniziato a suonare il pianoforte quindi quando nasce una canzone con questo per me una canzone con melodie di trasporto, magiche e questo pezzo è nato in un momento di arresa: quando vivi un momento in cui non riesci a fare determinate cose e c’è un po’ di perdizione. Con questo brano io mi sono un po’ ritrovata, ho semplicemente scritto a me stessa quello che era il momento: eri tu, non è vero che vali a niente, tu credi nei sogni, nei colori, alla libertà perché sei sempre molto libera.

Nel 2012 avevi deciso di allontanarti dalla scena musicale per spostare il tuo interesse verso una ricerca spirituale ed una maggiore conoscenza di te stessa, della tua identità: a cosa ti ha portato questa ricerca e cosa ti piace di più dell’Amara di oggi?

Io non mi sono allontanata dalla musica, mi sono allontanata dal sistema che poi gira intorno a questa. Vuol dire che mi sono proprio ritirata dai giochi come concorsi e manifestazioni: non volevo più quella ‘cosa’ dell’arrivare e di qualificarsi, stava diventando un’ossessione ed era un modo non sano di vivere la musica. E questo percorso del silenzio nella musica io ho cominciato a suonare il pianoforte e ho continuato a fare quello che ho sempre fatto quindi ad esprimermi in maniera artistica. Non facendolo nei contesti lo fai dentro casa tua, diventa proprio un’autoanalisi e ti accorgi del potenziale che può avere l’essere umano ed è stata proprio una scoperta sia artistica che personale: personale in quanto donna e artistica in quanto musicista. In questo percorso del silenzio – quindi proprio di entrare dentro sé stessi – c’è anche l’incontro con te: la parte spirituale non è intesa quanto religione ma come silenzio. Capire che l’essenza di tutto quello che ti circonda sei semplicemente tu: tu sei vita, sei tu. Quindi io mi sono detta ‘se non sei in grado di riconoscere, di raccontarti e di conoscerti, che cosa racconti agli altri?’

Nel corso degli anni quali sono invece gli artisti che hanno influenzato maggiormente la tua musica?

Tra molti ascolto Jovanotti, mi piace molto anche Moro ma diciamo che ho fatto un mix e sono finita un po’ di più nella parte cantautorale, quella dove c’è una storia: Fossati, Vecchioni, la Mannoia – come interprete che racconta cose più forti. Questo ha cambiato un po’ il mio modo di raccontare: mi sono ascoltata molte volte “C’è tempo” di Fossati, che ha quel modo di raccontare le cose che sembra sia lì davanti a te.

Cosa ti aspetti da questa esperienza sanremese e se dovessi vincere c’è qualcuno in particolare a cui lo dedicherai?

Ho smesso di crearmi delle aspettative perché ogni volta che l’ho fatto mi sono presa delle legnate fortissime, quindi non posso aspettarmi nulla da questo Festival. Vivrò tutto come una bambina, di stupore e di meraviglia perché al di la di tutto è una manifestazione bellissima, la più importante e so che andrò a cantare su uno dei palchi storici e quindi questa cosa mi fa sentire davvero bene, ma non voglio crearmi aspettative.

Tra i Big in gara, invece, c’è qualcuno in particolare che ti piace e per cui farai il tifo?

Nello specifico no ma sono curiosissima di sentire le canzoni perché ci sono alcuni che stimo come Alex Britti, Irene Grandi, Grignani: mi fa piacere sapere che ci siano degli artisti che è un po’ che non si sentono. Ma finché non sento le canzoni non lo so, non c’è qualcuno in particolare che dico ‘oddio muoio’, anche perché non ho molto questa cosa verso gli artisti, solo quei pochi – ecco – che sono inarrivabili.

Invece tra gli artisti in gara con te tra le Nuove Proposte, invece, hai già avuto modo di ascoltare qualcosa, cosa ne pensi?

“Siamo in otto, tutti diversi, e credo che ognuno porterà qualcosa di personale e di molto carino. Io adoro Giovanni Caccamo. Al di là del fatto che fa parte di un mondo un po’ vicino al mio e mi piace un sacco la sua ‘matita’ artistica: ma poi amo lui, è anche bellissimo e c’è una forte simpatia. Però mi piace anche Enrico Nigiotti che porterà un pezzo molto carino.”

Nel corso del Festival uscirà anche il tuo album d’esordio, “Donna libera”: puoi anticiparci qualcosa, ci sarà anche un tour?

Oddio credo di sì, ci sarà un tour: “Donna libera in tour”, sarà una cosa bellissima quando me lo diranno perché ancora non me l’ha detto nessuno, lo sto dicendo io. Però sì, uscirà il disco ed è un lavoro che in realtà fermenta ormai da un po’, da quando abbiamo cominciato a fare questo percorso di Sanremo e ogni volta noi avevamo sempre tutto pronto. Questa attesa ci ha permesso di limare, sfumare, di aggiungere e togliere: è un disco che dico sempre essere senza censure. Visto che ha avuto il tempo di costruirsi c’è proprio ogni trasformazione di me ed è un disco in cui ogni pezzo ha il suo mondo musicale, la sua parte letteraria e la sua parte emotiva.

Festival di Sanremo 2015: Amara tra le 8 Nuove Proposte - Foto: ufficio stampa

Festival di Sanremo 2015: Amara tra le 8 Nuove Proposte – Foto: ufficio stampa

Foto: ufficio stampa