È stato presentato ieri sera al Festival di Cannes 2017 uno dei film che fanno parte della spedizione italiana alla kermesse francese, Fortunata.

Si tratta di una selezione molto nutrita, nonostante non vi siano titoli nel concorso principale: Fortunata di Sergio Castellitto è infatti parte del programma di Un Certain Regard, sezione collaterale del Festival, ed è già uscito nelle sale italiane il 20 maggio.

Un film popolare, così intendevo partorire Fortunata”, in questo modo il regista e sceneggiatore, ancora una volta al lavoro con la compagna e scrittrice Margaret Mazzantini, ha descritto il proprio lavoro.

Ritorna a Cannes anche la protagonista Jasmine Trinca, che sulla Croisette aveva sfilato in occasione della presentazione de La stanza del figlio: ai tempi aveva 18 anni, e la sua presenza portò bene al film di Nanni Moretti, vincitore della Palma d’oro.

L’attrice interpreta una donna che la scrittrice descrive come un “animale selvatico pieno di ammaccature, umanissimo e imperfetto e per questo così bello”, al centro di una storia d’amore a metà tra il romanzo popolare e il riferimento alto a Pasolini.

Dall’altra parte della barricata dello scontro melodrammatico c’è Stefano Accorsi, lo psicologo infantile che si innamora della madre della ragazzina che ha in cura.

Ma a tenere banco inevitabilmente è la Trinca, che durante la conferenza stampa ha parlato del suo rapporto con il personaggio interpretato, alla quale si sente “vicina e distante al tempo stesso”.

L’attrice ha parlato di divari sociali che esistono ancora, nonostante non si usi più il termine “classe” e ha poi approfondito ciò che la accomuna e la allontana dalla parrucchiera, che nel film ha come unico amico Alessandro Borghi, ancora in un ruolo molto sopra le righe: “Fortunata è sfrontata e io non lo sono affatto, ma quella forza un po’ senza filtri che viene dalla pancia e che non è arroganza sento di averla anche io, un istinto primordiale che adesso sto sperimentando da madre tutt’altro che perfetta”.