Attesissimo da tutti i cinefili e dagli addetti ai lavori, prende il via domani il Festival di Cannes 2015, che si protrarrà fino al 24 maggio.

La 68° edizione della kermesse cinematografica, diretta quest’anno da Thierry Frémaux, rende omaggio a Ingrid Bergman nel suo manifesto ufficiale, ha scelto i fratelli Coen quali presidenti della giuria del concorso principale e si prepara ad accogliere 19 pellicole in gara per la vittoria della Palma d’oro.

Come è già noto sono ben tre i film italiani in competizione, per i quali rimandiamo agli articoli già editi su queste pagine. Due, fatto alquanto inusuale per Cannes, sono già usciti nelle sale: si tratta de Il racconto dei racconti, diretto da Matteo Garrone, e Mia madre, ultima opera di Nanni Moretti. Il terzo è l’atteso Youth – La giovinezza, secondo film internazionale di Paolo Sorrentino dopo This Must Be the Place.

Il resto della selezione del concorso di Cannes 2015 unisce debutti e scommesse sui giovani, come voluto e sottolineato da Frémaux, vecchie glorie, sicure conferme, con un occhio di riguardo alla lingua inglese (e quindi al mercato internazionale) e un certo protezionismo (cinque le pellicole francesi).

Prevale come al solito il macro-genere drammatico, con alcune incursioni nel cinema di genere, tra fantasy, thriller, sci-fi surreale e addirittura wuxia.

Iniziamo la nostra rassegna proprio dal film più sorprendente, ovvero The Assassin del taiwanese Hou Hsiao Hsien, autore tra i favoriti dei cinefili duri e puri, il cui stile minimale di pianisequenza poco si sposerebbe con questa storia ambientata nella Cina del 9° secolo con protagonista un’assassina letale divisa tra il dovere e l’uomo che ama.

Dal Messico proviene Chronic di Michel Franco, regista qui al suo debutto con un film in lingua inglese. Il protagonista Tim Roth è un infermiere che aiuta i malati terminali a riprendere i contatti con le persone care, ma e che nasconde alcuni segreti oscuri.

Primo tra i francesi è Jacques Audiard, notissimo cineasta di Un sapore di ruggine e ossa e Il profeta. Ancora una volta in Dheepan il regista sceglie una storia molto dura, quella di un combattente Tamil che fugge dallo Sri Lanka per arrivare nei sobborghi di Parigi, dove si accorge che un’altra lotta è possibile.

Todd Haynes, indimenticato autore di Io non sono qui, sfoggia una Cate Blanchett in gran forma nell’ennesimo dramma in costume Carol, che in parte riprende e ribalta la trama di Far from Heaven. Nel film del 2002, ambientato negli anni ’50 americani, una casalinga scopriva l’omosessualità del marito. Qui un’altra casalinga scopre il proprio orientamento sessuale, innamorandosi di una commessa interpretata da Rooney Mara.

Considerato uno dei favoriti, The Lobster del greco Yorgos Lanthimos è un altro film dal cast internazionale (Colin Farrell, Rachel Weisz e Léa Seydoux). Bizzarra a dir poco la trama: in un futuro prossimo ogni singolo abitante della Città viene portato nell’Hotel, dove deve trovare un compagno in 45 giorni. Coloro che falliscono della ricerca vengono portati nei Boschi e qui trasformati in un animale a loro scelta.

La Vallée de l’amour di Guilaume Nicloux vede come protagonisti Isabelle Huppert e Gerard Depardieu nei panni di due attori il cui figlio è morto da poco. I due si recano nella Valle della morte, in Nevada, per scoprire cosa gli è successo.

Son of Saul dell’assistente dell’autore di culto Bela Tarr, Laszlo Nemes, ci riporta ad Auschwitz, dove un prigioniero che si occupa dei forni crematori trova il corpo di un bambino che somiglia a suo figlio, e decide di seppellirlo secondo il rito ebraico. Sullo sfondo un tentativo di rivolta destinato all’insuccesso.

Si chiama Trier, ed è il cugino del famigerato Lars. Si tratta di Joaquim Trier, danese che porta al Festival di Cannes 2015 Louder Than Bombs. Jesse Eisenberg e Gabriel Byrne sono i membri della famiglia di una fotografa di guerra appena morta in un’incidente, ancora la Huppert. I due si ritrovano anni dopo in suo onore, e cercano di portare alla luce segreti poco edificanti del suo passato.

Marguerite & Julien è il nuovo film di Valerie Donzelli, l’autrice di La guerra è dichiarata. La storia è quella dell’amore maledetto tra i due personaggi eponimi, parenti di una famiglia nobile che li scaccia a causa del loro legame sentimentale.

L’australiano Justin Kurzel porta invece a Cannes la sua versione del Macbeth, con protagonisti Marion Cotillard, Michael Fassbender e Paddy Considine. Dalle prime immagini si nota una certa brutalità nella messa in scena, tesa a restituire la verità della Scozia dell’11° secolo.

Tra i soliti favoriti della critica c’è anche il cinese Jia Zhang-ke, autore di Mountains May Depart, che racconta tre storie d’amore che si snodano lungo quattro decadi, dalla Cina del 1990 fino all’Australia del 2025, sullo sfondo di grandi cambiamenti economici.

Anche Stephane Brizé in La Loi du marché analizza il sistema economico attuale in questo dramma morale di cui è protagonista Vincent Lindon, un cinquantenne molto qualificato che pur di lavorare accetta un impiego da guardia di sicurezza in un supermarket, con la richiesta di spiare i propri colleghi.

Ritorna a Cannes anche l’attrice-regista Maiwenn con Mon roi. Dopo un incidente sciistico Tony trascorre il periodo della riabilitazione pensando alla propria storia d’amore violenta con Georgio (Vincent Cassel).

Our Little Sister è invece l’ultimo film del giapponese Hirokazu Kore-eda. Ancora una storia famigliare per il cineasta di Like Father, Like Son, in cui tre sorelle scoprono l’esistenza di una sorellastra, che adotteranno, al funerale del padre fuggito da tempo.

Sea of Trees di Gus Van Sant vede protagonista Matthew McConaughey nei panni di un americano che incontra un giapponese, Ken Watanabe, in un bosco alle pendici del Monte Fuji. I due intraprendono un’amicizia sui generis, ma entrambi sono intenzionati a suicidarsi.

Sicario è infine il nuovo thriller del canadese Denis Villeneuve (Prisoners): Josh Brolin ed Emily Blunt sono due agenti del governo americano che incaricano l’assassino Benicio del Toro di uccidere un boss del cartello della droga messicano. Ma non tutto andrà come preventivato.