Ha preso ufficialmente il via ieri il Festival di Cannes 2015, giunto alla sua 68° edizione.

Tra glamour, red carpet di vip e perfetti sconosciuti, la manifestazione affidata alla cura del direttore Therry Fremaux è partita subito in quarta con un film d’apertura che ha fatto velocemente dimenticare il disastroso Grace di Monaco dell’anno scorso.

In una Cannes che, neanche fosse l’Expo 2015 di Milano, mostrava ancora i segni degli ultimi interventi architettonici, a conquistare il palco è stata la meravigliosa Catherine Deneuve, tra gli attori di La Tête haute di Emmanuelle Bercot (prima volta che a una regista donna è l’offerto l’onere del film inaugurale). Curiosamente la pellicola ha fatto ricordare a molti Mommy di Xavier Dolan, uno dei membri della giuria capitanata dai fratelli Coen.

Si tratta infatti di una dramma incentrato su un ragazzo con gravi problemi comportamentali, supportato dalla madre e incoraggiato dai vari responsabili di servizi sociali, giustizia minorile e via dicendo. Come per l’opera del canadese, anche qui la stampa ha lodato l’interpretazione del ragazzo protagonista, Rod Paradot, ma gli applausi sono stati tiepidi per quest’opera tanto onesta e corretta quanto priva di guizzi e ambizioni.

Non in molti sono riusciti a vederlo nella giornata di ieri a causa di una cattiva gestione delle sale, e infatti dovranno rimediare nel corso del Festival, ma ieri la critica ha incontrato il primo film in concorso, Our Little Sister del giapponese Hirokazu Kore-eda, definito come un toccante ritratto famigliare che però non sfocia mai nel sentimentalismo. Adattato da un manga, il film è stato lodato per il tocco leggero del regista, capace di descrivere un mondo fatto di piccoli gesti gentili in cui tutti cercano di aiutarsi a vicenda.

Ma il vero protagonista della serata di ieri, e di oggi per il pubblico, è almeno per noi italiani Matteo Garrone, che ha presentato il suo Il racconto dei racconti (da noi già recensito). Già uscito in sala in patria, il film fantastico del regista di Gomorra, destinato a un mercato internazionale, non ha raccolto applausi scroscianti, anche se le recensioni sono state più che positive, con qualche inevitabile caveat. Indiewire per esempio affibbia una B all’opera, “alternativamente ridicola e incantevole”, “platealmente derivativa” ma in grado di plasmare il materiale di partenza a suo piacere con effetti notevoli.

Questa mattina è poi il turno dell’action iper-dinamico Mad Max Fury Road di George Miller, in uscita proprio oggi anche in Italia, che ha garantito un risveglio a base di sabbia e metallo a tutti i giornalisti ancora insonnoliti.