Con la vittoria della Palma d’oro da parte di Jacques Audiard e del suo film Dheepan si è concluso il Festival di Cannes 2015.

Il palmares uscito fuori dalla dalla giuria presieduta da Joel ed Ethan Coen e composta da Rossy de Palma, Sophie Marceau, Sienna Miller, Rokia Traoré, Guillermo del Toro, Xavier Dolan e Jake Gyllenhaal, ha premiato dunque un film civilmente impegnato, che non ha entusiasmato tutta la stampa come altri titoli, comunque premiati (parliamo di Son of Saul e The Assassin), ma forse quella di quest’anno è stata una scelta politica.

Lo stesso dubbio che in effetti l’hanno scorso si era abbattuto su La vita di Adele. Delusione totale invece per la spedizione italiana: i titoli tricolori in gara sono infatti stati snobbati dalla premiazione ufficiale e il trio Moretti – Garrone – Sorrentino (Mia madre, Il racconto dei racconti, Youth – La giovinezza) dovrà purtroppo tornare a casa a capo chino.

Impossibile non sottolineare un certo sciovinismo per quanto riguarda le Palme attribuite agli attori, entrambi francesi, la Bercot di Mon Roi e Lindon di La loi du marché: sopratutto la prima, che ha vinto in ex-aequo con Rooney Mara, non era tra le più quotate.

Durante la serata l’attrice Jane Birkin ha avuto il grande onore di consegnare la Palma d’oro alla carriera ad Agnés Varda, quasi 87 anni, una delle più grandi registe cinematografiche della storia, autrice di pellicole come Cleo dalle 5 alle 7, Senza tetto né legge e Kung-Fu Master.

Questi dunque i premi di Cannes 2015:

  • Palma d’oro al miglior film: Deephan di Jacques Audiard
  • Grand Prix Speciale della Giuria: László Nemes per Son of Saul
  • Prix d’interprétation masculine (migliore attore): Vincent Lindon in La loi du marché di Stephane Brizé
  • Prix d’interprétation féminine (migliore attrice): Emmanuelle Bercot in Mon Roi di Maiwenn, in ex-aequo con Rooney Mara in Carol di Todd Haynes
  • Prix de la mise en scène (migliore regista): Hou-Hsiao-hsien per The Assassin
  • Prix du scénario (migliore sceneggiatura): Michel Franco per Chronic
  • Premio della giuria: The Lobster di Yorgos Lanthimos
  • Caméra d’or (migliore opera prima): La tierra u la sombra di César Augusto Acevedo (Semaine de la Critique)