Tutto pronto per il Festival di Cannes 2015, giunto quest’anno alla 68° edizione.

La manifestazione, affidata alla cura del direttore artistico Thierry Fremaux passerà alla storia come una delle più sbilanciate in termini di selezioni di film nel concorso principale (si parla di 3 titoli italiani e di 5 francesi).

Apertura affidata a La tête haute della regista Emmauelle Bercot, con protagonista la madrina del festival Catherine Deneuve, amatissima dai cinefili.

Ma sono tante le curiosità da sapere dell’edizione di questa kermesse giudicata da sempre la più importante e prestigiosa in questo campo.

1 – Lo si dice spesso, in realtà, ma quest’anno potrebbe essere davvero il festival delle donne. Due sono in concorso (Valerie Donzelli e Maiwenn), una è sulla locandina (Ingrid Bergman), ben due sono presidente di giuria (Isabella Rossellini in Un Certain Regard e Sabine Azema della Camera d’Or) e un’altra riceverà la Palma d’onore.

2 – Cannes 2015 celebra infatti Agnes Varda, grande regista membro della Nouvelle Vague francese, moglie di Jacques Demy, carismatica e autrice di film anticonvenziali come Cleo dalle 5 alle 7, Senza tetto né legge, Mur Murs, e gli ultimi due documentari autobiografici, Les Plages d’Agnes e Agnes de ci de là Varda.

3 – Abbiamo parlato di presidenti di giuria e quindi non possiamo non citare il caso unico dei fratelli Coen, Joel e Ethan, entrambi alla guida del gruppo che sceglierà il vincitore della Palma d’oro. Con due teste alla leadership avremo un verdetto più controverso?

4 – A proposito di Palma d’oro: l’Italia, in campo con Garrone, Sorrentino e Moretti, è al secondo posto per numero di vittorie, subito dopo gli Stati Uniti. 12 le statuette portate e casa, e ben 3 (e mezza) le accoppiate di annate conquistate: nel 77-78 vinsero i Taviani e Olmi con Padre padrone e L’albero degli zoccoli; nel 72 Palma divisa tra Petri e Rosi con La classe operaia va in paradiso e Il caso Mattei; nel 66-67 Germi e Antonioni trionfarono con Signore & signori e Blow-Up e nel 51-52 fu il turno di De Sica e Castellani con Miracolo a Milano e Due soldi di speranza.

5 – I francesi hanno scelto: sul red carpet austerità assoluta. Vietati i selfie delle star sulla passerella, per ragioni di opportunità (rallentano il ritmo) e di estetica (“ridicoli e grotteschi autoscatti”, li ha definiti Fremaux.

6 – C’è spazio anche per il film scandalo d’ordinanza, ovvero l’atteso Love di Gaspar Noe, uno che di polemiche se ne intende. Irreversible fece rabbrividire e indignare i più per la lunga scena a camera fissa dello stupro di Monica Bellucci e anche questa pellicola, definita la risposta positiva a Nymphomaniac di Lars von Trier, non risparmierà dettagli espliciti. Obbligatoria la programmazione a mezzanotte.

7 – Si spera invece che non sia stato programmato troppo tardi Arabian Nights di Miguel Gomes, il regista portoghese molto amato dopo l’uscita di Tabu. Il film, una versione moderna della celebre raccolta di novelle, dura più di sei ore ed è diviso in tre opere distinte.

8 – Non solo trio delle meraviglie: a rappresentare l’Italia troviamo infatti nella sezione Un Certain Regard il documentarista Roberto Minervini, che si è fatto un nome nell’ambiente grazie al suo Stop the Pounding Heart, tra i film più quotati del 2013, arrivato miracolosamente anche nelle nostre sale. Grandi le aspettative che circondano l’ultima pellicola Louisiana (The Other Side).

9 – Fuori concorso di grande richiamo: come al solito Cannes non perde di vista il suo animo pop, e anche questa volta al di fuori delle sezioni troviamo molte opere di maggiore richiamo popolare. Non si possono infatti non citare Il piccolo principe, la prima europea di Mad Max Fury Road, Inside Out della Pixar e l’ultimo Woody Allen, Irrational Man.

10 – Cannes omaggio la star della musica permaturamente scomparsa Amy Winehouse con la proiezione di mezzanotte di Amy, il documentario di Asif Kapadia, contestato dalla famiglia della cantante per presunte inesattezze e struttura fortemente a tesi.