Sophia Loren è la protagonista di Voce umana, il corto presentato al Festival di Cannes nella selezione ufficiale di Cannes Classic e diretto da suo figlio, Edoardo Ponti. “E’ stata un’esperienza fantastica e molto intensa, perché il ruolo è molto intenso. E’ stato un grande piacere scoprire lati e colori diversi di mia madre come attrice, è stata un’esperienza indimenticabile“, ha commentato il regista.

Ispirato all’opera teatrale di Jean Cocteau, la pellicola è ambientata nella Napoli degli anni ’50 e racconta la storia di Angela, che valicherà le montagne emotive della sua ultima conversazione telefonica con l’uomo che ama, mentre lui la sta lasciando per un’altra donna.

Ponti ha spiegato: “Abbiamo provato per sei settimane il ruolo per creare strati di emozioni. Della speranza, dell’amore, della disperazione e della delusione e dopo che uno prova e inizia a recitare il ruolo, tutti questi strati si mischiano e diventano un’interpretazione molto variegata”. Perché ha scelto proprio sua madre? “L’idea è nata dalla passione che entrambi avevamo per questo testo. E quando ho avuto l’idea di chiedere a Erri De Luca di tradurre il testo di Cocteau in napoletano, la più grande attrice napoletana è Sofia Loren“.