Debutto alla regia al Festival di Cannes per Valeria Golino che, insieme a Paolo Sorrentino, rappresenterà il cinema italiano in questa ormai prossima 66esima edizione concorrendo nella categoria Un Certain Regard. La neo-regista commenta così la sua partecipazione alla rassegna: “Sono molto contenta, davvero ho sempre pensato intimamente di voler andare a Cannes e ho sempre pensato a  per questo film. Sono contenta, perché mi mette allegria l’idea di andare lì tutti ben vestiti. L’ho fatto altre volte e ti diverti sempre meno di quello che credi, ma mi dà l’idea di partecipare a una cinematografia mondiale, di signori registi. Insomma mi inorgoglisce ”.

Miele, nelle sale dal 1° maggio, tratto dal romanzo A nome tuo di Mauro Covacich, affronta un tema molto spinoso come quello dell’eutanasia,  attraverso la storia di una ragazza che aiuta le persone malate a morire.

La stessa regista, alla presentazione del film a Roma, precisa che il suo film parla di suicidio assistito, una scelta in cui a decidere dve necessariamente essere sempre il malato: “Penso fermamente che ogni essere umano, ogni persona, ha il diritto di decidere e gestire il proprio corpo, la propria vita e come finirla. Detto questo ci sono poi mille implicazioni che di volta in volta cambiano. Ogni storia personale, di ognuno di noi, è un’altra cosa, un’altra storia“.

Miele è lo pseudonimo di Irene, interpretata da Jasmine Trinca, trentenne che come un angelo si prende cura delle persone che soffrono e le guida fino alla morte. Al contrario, la sua vita è frenetica e sempre in movimento, alla ricerca di emozioni e di quell’umanità che vede spegnarsi intorno a lei. Un giorno, però, l’incontro con un uomo, Carlo Cecchi, la destabilizza e le sconvolge la vita.