A pochi giorni di distanza dalla sua 66esima edizione, sono stati annunciati i sette nomi che faranno parte della giuria internazionale durante il Festival di Berlino, in calendario dall’11 fino al 21 febbraio nella capitale tedesca.

A rappresentare l’Italia sarà Alba Rohrwacher, la quale sarà affiancata dal celebre attore Clive Owen: i due non saranno gli unici perché al loro fianco in giuria ci saranno anche il critico e autore britannico Nick James e ancora la rinomata fotografa francese Brigitte Lacombe, la regista polacca Małgorzata Szumowska (vincitrice, durante l’anno passato, dell’Orso d’Argento per “Body”) e l’attore tedesco Lars Eidinger (che con Alba ha condiviso il set di “Vergine giurata”, diretto dalla regista romana Laura Bispuri e in concorso alla stessa Berlinese del 2015).

Ai sei giurati si aggiunge anche un settimo nome, quello del Presidente della giuria, che quest’anno vede niente meno che il tre volte premio Oscar Meryl Streep.

Durante questa nuova edizione della kermesse cinematografica sono 18 le pellicole in gara per vincere il prestigioso Orso d’oro, tra cui “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi: la kermesse aprirà con un’anteprima della nuova pellicola dei fratelli Coen, “Ave, Cesare!“, fuori concorso, insieme al suo cast stellare che vede protagonista George Clooney insieme a Josh Brolin (che saranno presenti durante la kermesse), Channing Tatum, Ralph Fiennes, Tilda Swinton, Jonah Hill e Scalett Johansson.

Il lavoro dei sette giurati avrà inizio a partire dal giorno d’inaugurazione della kermesse cinematografica – quindi l’11 febbraio – per poi concludersi il 20 febbraio con la proclamazione del vincitore dell’Orso d’Oro e tutti gli orsi d’argento a venire. Il festival, diretto da Dieter Kosslick, nella sua 66esima edizione omaggerà anche tre importanti figure del cinema e della musica scomparse solamente lo scorso gennaio: stiamo parlando di David Bowie, Alan Rickman ed Ettore Scola. In loro memoria verranno infatti proiettati durante il festival “L’uomo che cadde sulla Terra” (1976), “Ragione e sentimento” (1995) e “Ballando ballando” (1983).

Festival di Berlino: i film in gara per l’Orso d’Oro

Boris sans Béatrice (“Boris without Béatrice”) di Denis Côté, con James Hyndman, Simone-Elise Girard, Denis Lavant, Isolda Dychauk, Dounia Sichov (première mondiale)

Genius – di Michael Grandage, con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce, Dominic West (première mondiale)

Jeder stirbt für sich allein (“Alone in Berlin”) di Vincent Perez, con Brendan Gleeson, Emma Thompson, Daniel Brühl, Mikael Persbrandt (première mondiale)

Midnight Special di Jeff Nichols, con Michael Shannon, Joel Edgerton, Kirsten Dunst, Adam Driver, Jaedan Lieberher, Sam Shepard (première mondiale)

Zero Days di Alex Gibney, documentario

Cartas da guerra (“Letters from War”) di Ivo M. Ferreira, con Miguel Nunes, Margarida Vila-Nova (première mondiale)

Ejhdeha Vared Mishavad! (“A Dragon Arrives!”) di Mani Haghighi, con Amir Jadidi, Homayoun Ghanizadeh, Ehsan Goudarzi, Kiana Tajammol (première internazionale)

Fuocoammare (“Fire at Sea”) – documentario di Gianfranco Rosi (première mondiale)

Hele Sa Hiwagang Hapis (“A Lullaby to the Sorrowful Mystery”) di Lav Diaz, con John Lloyd Cruz, Piolo Pascual, Hazel Orencio, Alessandra De Rossi, Joel Saracho, Susan Africa, Sid Lucero, Ely Buendia, Bernardo Bernardo, Angel Aquino, Cherie Gil (première mondiale)

Kollektivet (“The Commune”) di Thomas Vinterberg, con Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Helene Reingaard Neumann, Marta Sofie Wallstrøm Hansen, Lars Ranthe, Fares Fares, Magnus Millang, Anne Gry Henningsen, Julie Agnete Vang (première internazionale)

L’avenir (“Things to Come”) di Mia Hansen-Løve, con Isabelle Huppert, Roman Kolinka, Edith Scob, André Marcon (première mondiale)

Quand on a 17 ans (“Being 17″) di André Téchiné, con Sandrine Kiberlain, Kacey Mottet Klein, Corentin Fila, Alexis Loret (première mondiale)

Smrt u Sarajevu / Mort à Sarajevo (“Death in Sarajevo”) di Danis Tanović, con Jacques Weber, Snežana Vidović, Izudin Bajrović, Vedrana Seksan, Muhamed Hadžović, Faketa Salihbegović-Avdagić, Edin Avdagić (première mondiale)

Zjednoczone Stany Miłosci (“United States of Love”) di Tomasz Wasilewski, con Julia Kijowska, Magdalena Cielecka, Dorota Kolak, Marta Nieradkiewicz, Łukasz Simlat, Andrzej Chyra, Tomek Tyndyk (première mondiale)

24 Wochen (“24 Weeks”) di Anne Zohra Berrached, con Julia Jentsch, Bjarne Mädel, Johanna Gastdorf, Emilia Pieske (première mondiale)

Chang Jiang Tu (“Crosscurrent”) di  Yang Chao, con Qin Hao, Xin Zhi Lei (première mondiale)

Des nouvelles de la planète Mars (“News from planet Mars”) di Dominik Moll, con François Damiens, Vincent Macaigne, Veerle Baetens, Jeanne Guittet, Tom Rivoire (première mondiale)

Inhebbek Hedi (“Hedi”) di Mohamed Ben Attia, con Majd Mastoura, Rym Ben Messaoud, Sabah Bouzouita, Hakim Boumessoudi, Omnia Ben Ghali (première mondiale)

Soy Nero di Rafi Pitts, con Johnny Ortiz, Rory Cochrane, Aml Ameen, Darell Britt-Gibson, Michael Harney (première mondiale)