Al Festival di Berlino 2015 è il momento di Wim Wenders, che tra poche ore riceverà un meritatissimo Orso d’oro alla carriera.

Il regista tedesco è da sempre uno degli esponenti più fulgidi del cinema tedesco, anche se da molto tempo la sua fama e le sue capacità lo hanno reso un globetrotter della settima arte.

In ogni caso il Festival di Berlino 2015 ha voluto omaggiare l’autore di capolavori Come Paris, Texas, Il cielo sopra Berlino, Nel corso del tempo e L’amico americano non solo con una cerimonia ufficiale, ma anche su una retrospettiva di 10 tra i suoi film più apprezzati, per l’occasione restaurati e digitalizzati.

Wenders ha anche il piacere di presentare fuori concorso il suo ultimo sforzo, Every Thing Will Be Fine, nuova opera in 3D dopo gli ottimi risultati artistici ottenuti in Pina. Si tratta di una pellicola molto raccolta, sofferta e raggelata, vista anche l’ambientazione canadese.

Nel cast compaiono James Franco, Marie-Josée Croze, Charlotte Gainsbourg e Rachel McAdams: la trama prende avvio da un incidente durante il quale uno scrittore investe per errore una coppia di bambini. La vita di tutti i protagonisti ne uscirà devastata, ma Wenders non vuole mostrare tanto la disperazione quanto gli imprevedibili effetti della sofferenza sugli uomini.

Un altro celebre regista tedesco, Werner Herzog, ha invece deluso le aspettative con un’opera audace quanto poco apprezzata dalla critica.

Queen of the Desert, in cui compaiono Nicole Kidman, Robert Pattinson e James Franco, racconta la storia di Gertrude Bell, avventuriera che la storia ha messo in ombra a favore di Lawrence d’Arabia, ma il tocco eccentrico e documentaristico del regista sembra essere appiattito dalle esigenze della produzione hollywoodiana.

Deluce anche un altro grande vecchio maestro del cinema, Terrence Malick, che ha lasciato perplessi gli addetti ai lavori.

Knight of Cups, con Christian Bale, Natalie Portman e Cate Blanchett, riprende lo stesso impianto stilistico e (a)narrativo di The Tree of Life e To the Wonder, mettendo in scena la crisi esistenziale di Rick, uno sceneggiatore di successo di Hollywood che inizia a mettere in dubbio il vuoto che lo circonda.

L’opera è parsa meno incisiva rispetto a The Tree of Life e più vicina al suo successore, che già aveva diviso aspramente detrattori ed estimatori, ma sopratutto non apporta grande novità a uno stile tanto unico quanto ormai ripetitivo e risaputo.

Pattinson ha contribuito anche all’atteso Life di Anton Corbijn, fotografo passato al cinema, e acclamato per Control, film sulla vita di Ian Curtis.

In questa pellicola il regista si occuaa invece del mito di James Dean (interpretato da Dane DeHaan), ripreso attraverso l’incontro con lo storico fotografo Dennis Stock. Nel cast anche una presenza italiana, la napoletana Alessandra Mastronardi.