La palma d’oro quest’anno va al film “La vie d’Adèle”, del regista tunisino Abdellatif Kechiche. La pellicola parla della storia d’amore fra due ragazze, Lèa Seydoux e Adèle Exarchopoulos, ispirato ad un noto fumetto. Un premio che, in via eccezionale, non è andato solo al film ma anche alle due giovani protagoniste, Adele Exarchopoulos e Lea Seydoux.
Insomma un vero e proprio trionfo non c’è che dire.
Steven Spielberg ha motivato così la scelta fatta dalla giuria: “La giuria ha preso atto dell’eccellenza di tre artisti, Adèle Exarchopoulos, Léa Seydoux e Abdellatif Kechiche”.
Ecco invece gli altri premi assegnati:
migliore attore: Bruce Dern, protagonista del film di Alexander Payne Nebraska,
migliore interpretazione femminile: Berenice Bejo per Le passè di Asgar Farhadi.
Il Prix du Scénario per la migliore sceneggiatura: autore e regista Jia Zhangke per A touch of sin,
premio della Giuria: Tale padre tale figlio del giapponese Kore-Eda Hirokazu.
Il Gran Premio del festival: fratelli Joel e Ethan Coen per Inside Llewyn Davis.
Il miglior regista: Amat Escalante per Heli.
L’Italia ha visto qualche trionfo nei premi collaterali ecco quindi che
Salvo, il film diretto da Antonio Piazza e Fabio Grassadonia,  ha vinto il prestigioso Gran premio della Semaine della Critique e anche il premio Film Rivelazione della Semaine.
Per finire due menzioni speciali della Giuria Ecumenica per Miele di Valeria Golino e inoltre la Menzione speciale ricevuta, nella cerimonia finale, dal giovane Adriano Valerio, per il cortometraggio 37 4s.