Bagarre mediatica tra Dario Franceschini e Fedez, che potrebbe arrivare direttamente in tribunale: al centro dello scontro ci sono infatti le accuse del rapper nei confronti della Siae, del ministro e della consorte.

Durante una conferenza stampa di Soundreef, gestore indipendente di diritti d’autore, il cantante ha fatto precise insinuazioni: “Andate a vedere che lavoro fa la moglie del ministro. Gestisce gli immobili di Siae. Questo è in conflitto con il ruolo di ministro dei Beni culturali”.

Ai microfoni di Adnkronos il politico ha risposto duramente alle accuse di Fedez: “Sarà la decima volta che Fedez, da quando ha scelto Soundreef, tira fuori questa storia assurda, calunniando me e mia moglie e ignorando le norme che ha approvato il Parlamento.”

E contestualmente ha annunciato di voler passare alle vie legali, nonostante la sua linea particolarmente distensiva: “Finora ho pensato fosse meglio far finta di niente, ma ora ha superato anche la mia, molto molto alta, soglia di tolleranza e per questo ho già dato incarico di agire giudiziariamente contro di lui. E’ la prima volta che lo faccio dopo tanti anni di vita politica ma lui ha mezzi più che sufficienti per risarcire i danni che ci sta creando”.

In precedenza il ministro aveva tentato di reagire in modo ironico su Twitter, con un messaggio in cui affermava che “La calunnia è un venticello @beppe_grillo @fedez”, con tanto di link a un’esibizione dell’omonima aria dal Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Naturalmente anche la Siae ha dato manforte al ministro, definendo “inaccettabili e inammissibilmente false e insultanti” le insinuazioni del rapper. “È infatti documentalmente destituita di qualunque fondamento la circostanza secondo la quale la signora Michela Di Biase gestirebbe gli immobili di Siae”, viene spiegato nella nota stampa rilasciata.

La battaglia di Fedez contro la Siae è iniziata ad aprile dell’anno scorso, quando è passato alla scuderia di Soundreef. In quell’occasione la popstar sostenne di voler appoggiare “chi fa della trasparenza e della meritocrazia un valore fondante”.