Federico Russo è indubbiamente uno dei personaggi del momento: non solo è tornato al timone di The Voice (la cui semifinale e finale verranno spostate a lunedì), ma è anche testimonial della Hyundai i20, l’auto ufficiale del talent. Senza parlare poi del suo impegno in radio con Via Massena (ogni sera su Radio Deejay) e di altri programmi come Start (che conduce ogni mercoledì insieme a Francesco Mandelli) ed Emozioni (che tornerà da lunedì prossimo), sempre su Raidue.

Ma non è finita qui, perché sabato 14 maggio seguirà la diretta della finale dell‘Eurovision Song Contest insieme a Flavio Insinna.
Ecco cosa ci ha raccontato il simpatico e presentatore.

I live di The Voice sono appena partiti. Come ti sembra stia andando?
Nel primo è filato tutto liscio, quindi posso dire che per ora sta andando bene. La scorsa puntata abbiamo avuto tante performance e delle sfide con un meccanismo rinnovato, con l’introduzione dell’uno contro uno che prima non c’era. Ci sono stati già i primi verdetti, ma il cammino è ancora lungo, dato che mancano ancora tre serate.

Cosa mi dici dei nuovi coach? Che valore aggiunto stanno portando al programma? Come ti trovi con loro?
Quest’anno la mossa di cambiarli tutti e quattro poteva sembrare azzardata, ma alla fine è risultata efficace. Sono felice del ritorno di Raffaella (Carrà), che essendo alla sua terza edizione conosce bene il gioco ed è un punto fermo per tutti quanti. Max Pezzali, Dolcenera ed Emis Killa hanno delle personalità molto diverse che, di puntanta in puntata, sono emerse riuscendo però ad amalgamarsi tra di loro. Hanno pochi punti in comune, ma sono versatili e stanno facendo davvero un bel lavoro. Per quanto mi riguarda ho trovato con loro il giusto feeling fin da subito.

Tu sei ormai un professionista navigato, ma c’è ancora un po’ di emozione quando ti trovi ad affrontare una diretta tv?
L’emozione c’è sempre, soprattutto nei primi minuti di una diretta, che è fatta di caos (in senso positivo) e di imprevisti. Però questo è anche il bello del mio lavoro.

Invece qual è l’aspetto più difficile?
Riuscire a tenere la situazione sotto controllo, capire cosa succede e mantenere la concentrazione, cercando di essere sempre disinvolto ed evitando l’effetto pappagallo.

Sei anche testimonial della Hyundai i20, l’auto ufficiale di The Voice 2016. È la prima volta che fai un’esperienza in campo pubblicitario? Che rapporto hai con il mondo dei motori?
Non è prima volta: sono stato testimonial per Hyundai, sempre legato a The Voice, anche lo scorso anno. Tra l’altro la casa automobilistica è stata così gentile da darmi in dotazione una Hyundai i20 per questo periodo e devo dire che, nonostante non sia uno che guida molto in città, mi è stata utilissima dato che è da dicembre che faccio avanti e indietro da Via Mecenate qui a Milano (dove ci sono gli studi) e il tragitto non è proprio comodissimo. Con i motori ho un rapporto ottimo, ma mi piace guidare soprattutto quando devo affrontare un lungo viaggio, con della buona musica in sottofondo.

Cosa rispondi a chi critica The Voice, dicendo che non è poi una fucina di talenti come si dice?
In questi casi preferisco tacere, perché dopo tre anni questi discorsi mi hanno stancato. Una cosa è certa: se tutti quelli che si affezionano a un artista durante lo show comprassero poi il suo album questo problema non si porrebbe. The Voice può rappresentare una spinta, perché aiuta a crescere anche grazie al lavoro con i coach, poi una volta fuori ci sono mille variabili. Tutto dipende dalle scelte che farà il cantante, dal percorso che vorrà intraprendere, dalle persone di cui si circonderà e da come verranno supportati da radio e tv.

Il complimento più bello che hai ricevuto da parte di telespettatori e/o ascoltatori?
Da parte degli ascoltatori sentirmi dire che non escono dalla propria auto finché non hanno ascoltato il mio intervento in radio e dai telespettatori che per mettere la pasta sul fuoco aspetta la pubblicità.

Tornerai a condurre la serata finale dell’Eurovision Song Contest, dove tra l’altro lo scorso anno ha partecipato (per l’Albania) anche una ex vincitrice di The Voice ovvero Elhaida Dani. Quale altro ex concorrente di The Voice vedresti perfetto su quel palco?
Ce ne sono tanti che vedrei bene su quel palco, ma credo che Suor Cristina avrebbe avuto un grande successo anche perché ai tempi della sua partecipazione a The Voice aveva raggiunto una popolarità a livello internazionale, soprattutto grazie ai social e a YouTube.

Cosa ti piace di più degli Eurovision?
Il fatto che sia come la Champions League, ma con meno rivalità. È uno show di ampio respiro, dove ogni paese emerge con le proprie peculiarità: basta che un artista salga sul palco per capire da dove viene. Poi tutto è maestoso, imponente e di forte impatto. Sono davvero curioso di vedere come Stoccolma si è preparata a questo evento davvero unico.