A 20 anni dalla morte del grande Federico Fellini, Ettore Scola, uno dei suoi più grandi amici rende omaggio al grande regista con il film Che strano chiamarsi Federico, in uscita il prossimo autunno.

Un vero e proprio documentario sulla vita e sulla carriera di Fellini, con una raccolta certosina di documenti, fotografie, materiali di repertorio, e vere e proprie ricostruzioni dei luoghi frequentati in gioventù dai due colleghi (la redazione del Marc’Aurelio, il giornale satirico dove i due registi lavorarono dalla fine degli anni ’40, la casa di Scola dove si incontravano, un bar dove passavano la notte a chiacchierare insieme allo sceneggiatore Maccari) e delle magnifiche scenografie talvolta ideate insieme nel celebre Studio 5 di Cinecittà.

Il film è stato scritto da Scola con le due figlie Paola e Silvia che lo descrivono così: “E’ una commistione fra un ritratto documentario con materiale di repertorio, brani, fotografie, materiale grafico e narrativo, quindi ricostruito cinematograficamente“.

Scola aveva promesso 10 anni fa di non girare più film, ma ha accettato di realizzare questo ritratto del suo amico, che ora sta montando: “Veramente non so che oggetto verrà fuori, ci sono tutte le intenzioni, tutti i sentimenti, le emozioni. Credo che quello che verrà fuori, so che a me piacerà… Anche ora che è finito continua a emozionarmi, a intrigarmi, a riempirmi di curiosità“.