Silvia Toffanin, Alessia Marcuzzi e Cesare Maria Cunaccia saranno i tre giudici della prima edizione di Fashion Style, il primo talent italiano sul mondo della moda di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa. Scopriamo in che modo vivono la moda i tre giudici.

ALESSIA MARCUZZI E LA MODA

E’ la grande passione per la moda che ha spinto Alessia ad aprire un anno e mezzo fa il suo blog @LaPinella entrato da subito nella top five dei blog più seguiti d’Italia. Nato per gioco è, ad oggi, un vero e proprio lavoro per Alessia che condivide con i suoi numerosissimi follower outfits, consigli di bellezza, foto ed esperienze di vita quotidiana. A tutto ciò affianca anche la sua attività legata a Marks&Angels, la linea di borse che crea, disegna e produce rigorosamente made in Italy insieme alla sua amica Laura Angelilli.

SILVIA TOFFANIN E LA MODA

Dal 2002 al 2009 è stata il volto di Nonsolomoda, testata di Videonews in cui ha lavorato sia come conduttrice sia come giornalista.
Ha collaborato per alcuni anni con il femminile Grazia, realizzando interviste e curando la rubrica settimanale “C’è moda e modo”.
Dal 2006 conduce e firma Verissimo, il talk show di Videonews in onda ogni sabato pomeriggio su Canale 5 in cui le nuove tendenze trovano da sempre largo spazio.

CESARE MARIA CUNACCIA

Cesare Cunaccia, trentino di nascita dalle complesse e variegate radici mitteleuropee, vive e lavora tra Milano e Parigi, ma è un vero cittadino del mondo, cosmopolita per vocazione genetica, per inquietudine e per texture culturale. Parla correntemente varie lingue e non  si contano infatti i luoghi, anche inattesi e lontani, dove si è spinto ed ha trascorso periodi più o meno prolungati. Ha al suo attivo esperienze di insegnamento, nella ricerca, nel giornalismo in vari settori, che negli anni ha attraversato liberamente, occupandosi di musica classica, di arte sia antica che moderna e contemporanea,  la sua più autentica  e radicata specializzazione, di design, di antiquariato e di costume, per approdare al fashion grazie alla collaborazione con alcuni prestigiosi magazine internazionali. La moda, che peraltro frequenta da sempre, per lui è diventata una grande passione proprio per la sua valenza creativa di linguaggio metamorfico e per quella caratura di straordinario laboratorio espressivo che possiede, capace di rielaborare lo spirito e le suggestioni del tempo proiettandole come un magnifico azzardo verso il futuro. Insomma un qualcosa, come Cesare ama ripetere, che l’ha aiutato davvero a rivolgere lo sguardo al domani, liberandolo dalla dorata prigione di un passato frequentato nel quotidiano con proustiana e dandystica  caparbietà. Di conseguenza, Cesare Cunaccia è particolarmente attento al lavoro e alla formazione delle ultime generazioni. Ha scritto numerosi libri sul patrimonio artistico e monumentale italiano, tradotti in più di 12 lingue differenti e ideato cataloghi di mostre, spaziando senza difficoltà e con spiccato eclettismo negli ambiti più diversificati, appunto tra arte e moda in particolare. Temperamento chiaroscurale, tendente a un radicalismo branché, talvolta difficile e poliforme, molto mondano e per converso assai solitario, abile e ironico conversatore-arduo seguirlo nelle sue successive trasformazioni-, è però estremamente fedele ad alcuni capisaldi quasi teologici, quali le isole, da Capri innanzitutto alle adorate Cicladi, da Venezia,città di elezione per oltre un decennio e dalla parigina Île Saint Louis fino all’India e al Brasile in toto. Il suo guardaroba, coltivato e accudito fin nei minimi dettagli con un rispetto e una pratica quasi sacrale e matematica, per Cesare rappresenta una piena manifestazione di sé, un fondamentale divertito e divertente gioco ermeneutico ed intellettuale. Fashion Style, durante la cui registrazione afferma di essersi enormemente divertito, è stato il suo primo vero impegno televisivo.