Sarà una stagione tra conferme e novità quella che attende Fabio Fazio su Raitre. Da un lato c’è il Rischiatutto che, dopo il successo ottenuto dalle serate-test su Raiuno, è stato confermato sulla terza rete ogni giovedì (dal 27 ottobre) e dall’altro la sua amata creatura Che tempo che fa pronta per cambiare. Il sabato, infatti, non ci sarà più lui ma Massimo Gramellini (per la prima volta da solo) al timone de La classifica di che tempo (una sorta di hit parade con ospite), mentre la domenica ci sarà il classico appuntamento che però si dilaterà fino alle 22.30.
Abbiamo cercato di sapere qualcosa in più direttamente da Fabio Fazio, intervistato durante la presentazione dei palinsesti Rai a Milano.

Come mai ha rinunciato al sabato?
Prima di tutto ormai l’età avanza e non riesco a fare tre programmi alla settimana, poi credo che se si voglia fare le cose per bene sia necessario prendersi del tempo e non voglio nemmeno stancare il pubblico con la mia presenza.

Cosa vedremo nel nuovo Che tempo che fa?
Dati i risultati positivi che, nel giro di due anni, ha fatto registrare Che fuori tempo che fa, ci siamo messi a tavolino e pensato di unire i due format e farne una prima serata. So che può essere rischioso, ma il bello del mio mestiere è proprio quello di mettersi sempre alla prova.

Luciana Littizzetto sarà sempre al suo fianco giusto?
Si, sarà naturalmente dei nostri e dobbiamo ancora capire quante incursioni farà nel programma. Come tutte le prime volte dovremo testare.

Il giovedì tornerà invece il Rischiatutto…
Sarà il suo esordio su Raitre e ci auguriamo diventi uno dei pezzi importanti della programmazione della rete, che è ben diversa (come target, ascolti e ambizione) da Raiuno. Il nostro obiettivo è far divertire e giocare il pubblico a casa.

A chi la indica come erede di Mike Bongiorno cosa risponde?
Che Mike è e rimarrà unico. Con lui avevo un rapporto speciale e il Rischiatuto è un bel regalo che mi e ci ha fatto, quindi sto cercando di riproporlo mantenendo lo stesso spirito e lo stesso sorriso. Perché lui è sempre lì con noi.