Quest’anno i maggiori premi cinematografici europei battono bandiera polacca. La 27esima edizione degli European Film Awards ha infatti visto il trionfo di Ida, pellicola rivelazione della scorsa stagione, da noi passata in sordina ma con un seguito piuttosto nutrito di appassionati che l’hanno sostenuta.

Ma anche l’Italia si è fatta valere, portandosi a casa ben due premi in categorie piuttosto importanti, La mafia uccide solo d’estate, debutto alla regia di Pif, ha infatti vinto nella categoria Miglior commedia. Pierfrancesco Diliberto ha voluto dedicare il premio alle vittime della mafia, e nei suoi ringraziamenti si è rivolto ai concittadini europei: “Devo dire che sono orgoglioso di essere siciliano e di Palermo. Voi sapete che noi abbiamo la mafia, ma in Italia essere mafioso è un crimine. In Europa, no, non c’è il reato di associazione mafiosa: e questo è una vergogna”.

Nella categoria Miglior film d’animazione ha invece prevalso L’arte della felicità, film di Alessandro Rak ambientato in una Napoli quasi apocalittica, una riflessione sulla possibilità di essere felici anche quando il futuro appare cupo, senza una luce in fondo al tunnel. Il regista, un po’ come Sorrentino, ha voluto ringraziare la città partenopea: “Non so che dire, anche perché conosco poco l’inglese, ma dedico questo premio alla mia città, Napoli, e ai miei due nipoti, Nicolò e Ludovico, che mi stanno guardando in tv e mi danno gioia”.

Ma a sbancare tutto, come si diceva, è stato il film Ida di Pawel Pawlikowski, viaggio nel passato della Polonia, parabola sulla fede, ed esperienza estetica mirabile grazie a un bellissimo bianco e nero. Ida si è dunque aggiudicata il premio come Miglior film, regia, sceneggiatura, fotografia e il Premio del Pubblico.

A prevalere anche Marion Cotillard, miglior attrice per la sua prova in Due giorni, una notte, e Timothy Spall per il suo ritratto del pittore Turner in Mr. Turner di Mike Leigh. Altri premi notevoli quello per il montaggio, vinto da Justine Wright per Locke, quello per la colonna sonora, che ha visto vincere Mica Levi per il suo lavoro in Under the Skin, il sound design di Starred Up affidato a Joakim Sundstrom, la migliore rivelazione europea di The Tribe, film ucraino interamente recitato attraverso il linguaggio dei segni, e il miglior documentario, Master of the Universe, un viaggio nell’oscuro universo della finanza.