Se n’è andato uno dei più grandi maestri del cinema italiano. Ettore Scola, regista noto per film come C’eravamo tanto amati, probabilmente il suo lavoro più celebre ed entrato nell’immaginario collettivo nazionale, Brutti, sporchi e cattivi e I nuovi mostri, è morto a Roma all’età di 84 anni ieri sera. Da domenica sera era in coma.

Prosegue quindi il periodo tragico per il mondo dello spettacolo, che in questo inizio 2016 ha già perso nomi eccellenti come quelli di David Bowie, Alan Rickman, Franco Citti e ieri Glenn Frey degli Eagles. Adesso se n’è andato anche uno registi simbolo della commedia all’italiana.

Nato a Trevico nel 1931, Ettore Scola lascia un notevole numero di pellicole che hanno segnato il nostro cinema. Nel corso della sua brillante carriera, il regista ha conquistato 8 David di Donatello, vinto con Brutti, sporchi e cattivi il premio per la migliore regia al Festival di Cannes e ottenuto 4 candidature agli Oscar per il miglior film straniero con Una giornata particolare, I nuovi mostri, Ballando ballando e La famiglia.

Oltre che come regista, Ettore Scola ha lasciato un segno profondo nel cinema italiano con una serie di sceneggiature notevoli, come quella de Il conte Max con Alberto Sordi e Vittorio De Sica e Il sorpasso diretto da Dino Risi.

L’ultima pellicola che Ettore Scola ha diretto è stato Che strano chiamarsi Federico, documentario uscito nel 2013 dedicato alla figura dell’amico e collega Federico Fellini.

Tra i primi che hanno dedicato un pensiero alla memoria di Ettore Scola c’è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che su Twitter ha postato: “Ettore Scola, maestro dalla incredibile capacità di lettura dell’Italia e dei suoi cambiamenti, lascia un enorme vuoto nella cultura italiana”.

Un ricordo è arrivato anche da Dario Franceschini. Il ministro dei Beni Culturali ha scritto su Twitter: “Ci ha lasciato Ettore Scola. Un grande maestro, un uomo straordinario, giovane sino all’ultimo giorno della sua vita”.