Una splendida fotografia firmata dal giovane ma sicuro talento Davide Manca, illumina le inquadrature di Et in Terra Pax, film ambientato nella periferia romana di Corviale, quartiere degradato all’interno del quale si muovono le esistenze condannate dei personaggi, dirette con perizia dai registi e sceneggiatori Matteo Botrugno e Daniele Coluccini.

Risulta essere anche un’ottima prova di recitazione per gli attori ancora poco noti al grande pubblico, quest’opera prima, premiata più volte – ad esempio a Milano come opera rivelazione 2011 – e distribuita da Istituto Luce.

Presente anche alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e dopo un buon successo di sala, sarà presentata anche nella vetrina dedicata ai giovani cineasti italiani del Festival del Cinema di Roma.

Il gusto misurato delle inquadrature, che usa le architetture fatiscenti della tristemente nota borgata capitolina, per raccontare gli strati sociali più deboli e in sempre più forte abbandono da parte delle Istituzioni del nostro Pese, ci regala un piacere per l’immagine in netto contrasto con una trama feroce e impegnata.

L’intreccio che lega le tre storie che animano la pellicola, si svolge sullo sfondo disperato della criminalità, del narcotraffico, della violenza carnale, senza mai cadere nella retorica. Facendosi così racconto morale privo di messaggi morali.