Un’analisi approfondita sullo pseudogenere del film d’autore, che ha segnato il cinema italiano degli anni Sessanta. Due sezioni, una generale e introduttiva, l’altra analitica, accompagnano il lettore nell’approfondimento del complesso e intricato tema, non sempre riuscendo a evitare il ricorso alla pura teoria del cinema che, seppur necessaria, non aiuta il lettore poco ferrato. Stiamo parlando di “Cinema d’autore degli anni sessanta e settanta”, il nuovo manuale edito da Il Castoro.

Un’analisi poliedrica e approfondita, sebbene a tratti troppo specialistica, che tiene conto delle relazioni analogiche (o delle antitesi) con generi e stili diversi, come il “cinema politico” o la commedia all’italiana.

Un buon modo per gli appassionati di approfondire alcune tematiche legate al cinema degli anni del boom economico e per i neofiti di avvicinarsi all’universo affascinante del cinema d’autore. In questi giorni estivi soprattutto riscopriamo il piacere di una sana commedia all’italiana o magari di un colossal di qualche anno fa, cercando di non fasciarci troppo la testa con i miti americani, di Thor e Fast and Furios, che sì sono un buono svago, ma che no possono sostituire interamente l’agenda cinematografica: pena la perdita della grande risorsa di cinema d’essai di cui disponiamo.