Dopo il monumentale cofanetto “Fabrizio De André. I concerti” (2012), è da oggi disponibile in tutti i negozi “Fabrizio De André. In studio” (Sony Music), raccolta che comprende tutti e 13 gli album incisi dal cantautore genovese tra il 1967 e il 1996, oltre a “I Singoli”, dedicato ai brani mai inseriti nei dischi originali.

Quattordici CD, dunque, per un totale di 126 brani, accompagnati da un volume di 196 pagine a colori, curato da Fondazione Fabrizio De André Onlus, che ricostruisce la genesi e la lavorazione degli album attraverso dichiarazioni dell’epoca, testimonianze di collaboratori, rassegna stampa, testi di canzoni e suggestive fotografie ( in copertina foto di Luca Greguoli Venini).

Il nuovo box riprende inoltre volutamente la veste grafica di quello dedicato alle otto tournée di De André, ma se “Fabrizio De André. I concerti” riportava alle atmosfere live, evocate dai numerosi scatti dei tour, “Fabrizio De André. In studio” ci conduce direttamente in sala di registrazione, per conoscere più da vicino il modo di lavorare di De André durante la realizzazione dei suoi dischi. l libro è suddiviso in tredici capitoli, ciascuno dedicato ad uno dei tredici album: “Volume 1” (1967), “Tutti morimmo a stento” (1968), “Volume 3” (1968), “La buona novella” (1970), “Non al denaro non all’amore né al cielo” (1971), “Storia di un impiegato” (1973), “Canzoni” (1974), “Volume 8” (1975), “Rimini” (1978), “Fabrizio De André (L’Indiano)” (1981), “Crêuza de mä” (1984), “Le nuvole” (1990) e “Anime salve” (1996).

A completare la raccolta, il disco “I Singoli” contenente i brani mai inseriti nei dischi originali: “Nuvole Barocche”, “Il fannullone”, “Per i tuoi larghi occhi”, “Geordie”, “Il pescatore”, “Titti” e “Una storia sbagliata”.

Per i fan più affezionati di De André, le sorprese non finiscono tuttavia qui. E’ infatti in corso la realizzazione di un film biografico:  “Non è facile – ha spiegato Dori Ghezzi – ho scartato numerosi progetti, ma questa volta siamo sulla strada buona”. “Eravamo partiti con l’idea di una fiction – prosegue – ma io l’ho bocciata; il film è più poetico e narrativo, la fiction troppo didascalica. Poi tutti incentravano la storia sul sequestro, invece la storia parte da lui bambino e racconta la famiglia, il padre, il fratello, ci sono più protagonisti e gli sceneggiatori Francesca Serafini e Giordano Meacci, già candidati all’Oscar, hanno raccontato la storia fedelmente. Il regista sarà Luca Facchini

In programma, infine, anche due concerti celebrativi, uno a Milano e l’altro a Roma