È partito il 12 settembre il Perfetto Tour, il nuovo tour mondiale di Eros Ramazzotti, uno degli artisti italiani che più hanno avuto successo all’estero oltre che in Italia.

Attualmente il cantante è impegnato con una tripletta di serate all’Arena di Verona, ma presto si sposterà in giro per l’Europa toccando città come Ljubljana, Sofia, Cracovia, Vienna, Zurigo, Monaco, Bruxelles, Praga, Amsterdam, Marsiglia, Parigi, senza dimenticare le repubbliche baltiche e persino la Russia.

Non si può certo affermare, dunque, che Eros Ramazzotti non abbia fan un po’ in tutto il mondo, ma siamo sicuri che i fan più scatenati saranno quelli italiani. A loro d’altro canto è dedicato questo tour, che si propone di esportare nel mondo l’idea di un’Italia diversa dalla stereotipica rappresentazione negativa: “Mi piace l’idea di esibirmi in giro per il mondo così che tutti possano rendersi conto che l’Italia non è solo i suoi problemi. In Italia c’è anche chi lavora bene”.

Firmato da Luca Tommassini, lo spettacolo che verrà portato in giro grazie al Perfetto Tour sarà un misto di nuove tecnologie, filmati quasi fantascientifici ed effetti speciali sbalorditivi. Ma su tutto prevale la voce di Ramazzotti, il quale ha voluto impostare il concerto su ritmi piuttosto frenetici da disco, che si riflette sui ventotto brani eseguiti ogni sera per oltre due ore di esibizione.

Inutile obiettare che una tale magniloquenza ricorda da vicino le enormi macchine spettacolari dei concerti di Jovanotti. Lo stesso Eros ne è consapevole e ammette candidamente di aver voluto sfidare il rivale-amico: “Ho visto il concerto di Lorenzo Jovanotti e mi è scattato uno spirito di competizione: lui ha una energia tale che alla sera lo devono spegnere per fermarlo”.

È un Ramazzotti piuttosto in pace, lo stesso che non poco tempo fa aveva sbottato pubblicamente contro le voci che parlavano di raccomandazioni riguardo l’ingaggio della figlia Aurora nell’equipe di X Factor. Il cantante, passata la tempesta, ne parla ora con più serenità: “Tutti dicono che io l’ho spinta o aiutata a entrare in quella dimensione, ma ha fatto tutta da sola. Siamo diversi: io se vedo troppa gente, scappo, a lei invece piace. Ma mi sento di dire che se i responsabili di una grande azienda come quella che produce X Factor hanno deciso di sceglierla allora vuol dire che ha qualità”.