Non passa indifferente la presenza del maestro del cinema italiano Ermanno Olmi alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia.

Il regista ha presentato fuori concorso il suo film ‘Il villaggio di cartone’, riaprendo il dibattito sul tema dell’immigrazione.

Olmi si è poi imbarcato durante le interviste nello spinoso tema del cattolicesimo e del riconoscimento dei diritti rilasciando dichiarazioni molto forti sull’argomento.

‘È troppo facile e ambiguo affermare il valore di un simbolo, che deve rinviare alla realtà di carne per avere valore. Di fronte a un Cristo di cartone tutti si genuflettono: inginocchiamoci invece davanti a coloro che soffrono. Cristo ha pagato due millenni fa. E’ troppo comodo inginocchiarci davanti a un simulacro’. La figura di Gesù in croce è vecchia, appartiene ad un’epoca lontana, oggi i poveri Cristi sono coloro che sbarcano in cerca di speranza sulle coste italiane.

Il regista ha inoltre detto del suo film che non si tratta di un film realistico, ma di un’apologia  nel quale ogni presenza ha un suo valore preciso.

Per Olmi essere migranti non vuol dire essere santi ma  gli immigrati rappresentano pur sempre l’umanità nella sua diversità,  con le sue debolezze e confusioni.

La pellicola di Olmi vede come protagonista Michael Lonsdale, ma nel cast ci sono anche Rutger Hauer e Alessandro Haber.

La storia è quella di vecchio prete che ospita in una chiesa sconsacrata, eliminata di tutti gli orpelli, un gruppo di extracomunitari.