Torneranno i prati è il titolo della nuova fatica di Ermanno Olmi, una pellicola dedicata alla Grande Guerra che parla del primo conflitto mondiale basandosi sui romanzi celebri che lo hanno raccontato nel passato, soprattutto sui racconti anonimi: “Io scoprivo cose che prima – afferma il regista -, anche su libri letti, non avevo considerato come importanti. Invece poi mi sono reso conto che le celebrazioni in genere non sono amiche della verità: ci sono canti, bandiere cerimonie, però tutto più che per ricordare sembra fatto per dimenticare“.

La storia, ambientata nelle trincee italiane dell’Altopiano di Asiago nel 1917, è narrata attraverso il ricordo di un bambino del padre andato al fronte: “Quella guerra che costituì per quei giovani un momento di grande sentimento patrio, ancora oggi mi commuove e mi fa dire che c’erano momenti di solidarietà che oggi nelle guerre globali non ci sono più. Proprio perché era una guerra combattuta dai poveri, dai miserabili dagli ultimi, tra loro si riconoscono uguali“.

Nel film, che si svolge nel corso di una notte, i personaggi non hanno un nome, ma un ruolo: tra i protagonisti l’ufficiale territoriale Claudio Santamaria, Andrea Di Maria, Francesco Formichetti, Camillo Grassi e Niccolò Senni

E’ chiaro, nel titolo, il messaggio di speranza che Olmi vuole trasmettere: “Torneranno i prati, torneranno e noi dovremo stare attenti perché non si facciano più ferite di trincee o buchi di bombardamenti“. Il film, girato in 35 millimetri, realizzato con il contributo della Regione Veneto, è stato già riconosciuto di interesse culturale con il sostegno del Ministero dei Beni culturali e della Presidenza del Consiglio ed è prodotto da Cinema Undici e Ipotesi Cinema con Rai Cinema, realizzato applicando il protocollo Edison Green Movie per il cinema sostenibile. L’uscita è prevista per il prossimo autunno.